Lutto
Barbiere ammazzato in strada Processo al via il 22 febbraio
In Corte d’Assise l’imputato reo confesso del delitto ancora senza movente
PISA. Fissata l’udienza in Corte d’Assise per il processo a carico dell’autore reo confesso dell’omicidio del barbiere di via Corridoni.
Il 22 febbraio è prevista la prima udienza. Due giudici togati e sei popolari dovranno giudicare Mourad Talbi, 29 anni, tunisino, in carcere dal giorno del delitto, il 7 agosto scorso.
Il nordafricano da settimane si trova agli arresti nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Livorno in attesa di trovare posto in una Rems sulla base di una perizia psichiatrica in atti, disposta dal pm Egidio Celano, secondo la quale è affetto da un vizio totale di mente. Incapace di intendere e volere, ma soprattutto socialmente pericoloso. Una condizione che l’imputato rifiuta rischiando di andare incontro a una sentenza che non esclude l’ergastolo se riconosciuta la premeditazione.
Il ricorso al rito abbreviato è stato negato dal gup in sede di udienza preliminare e la difesa, l’avvocato Massimo Parenti, lo riproporrà anche in occasione del dibattimento.
Parte civile nel processo la moglie della vittima, assistita dall’avvocato Ottavio Bonaccorsi, vedova con due bimbi piccoli. Halim Hamza, 32 anni, titolare di una barberia venne colpito con un coltello da Talbi una domenica pomeriggio di agosto. Hamza era sulla porta del suo negozio quando l’assassino lo colpì sotto la clavicola della spalla destra con la lama acquistata qualche ora prima in un negozio di Massa. Dopo aver comprato il coltello Talbi in treno, ambiente dove Talbi passava le notti con le stazioni come bivacco quotidiano, aveva raggiunto Pisa per portarsi in via Corridoni. E lì compiere quello che resta un delitto ispirato alla follia più brutale. Nell’immediatezza dell’interrogatorio con il magistrato di turno, Talbi disse che la vittima aveva contribuito a farlo abusare e picchiare da un italiano, residente a Firenze il cui figlio in realtà sarebbe stato suo, frutto di una relazione con la moglie del padre formale. Una farneticazione messa agli atti. Ora è la volta del processo in Assise.
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