Toscana
Un mare di cause pendenti ma la situazione migliora
I dati dell’ultimo anno giudiziario e la relazione sul tribunale di Pisa
PISA. I pisani sono meno litigiosi e i processi sono più celeri che in passato: c’è dunque qualche dato positivo nella relazione del presidente della Corte d’Appello di Firenze Alessandro Nencini sull'amministrazione della giustizia nel distretto toscano, presentata in occasione dell’ inaugurazione dell’anno giudiziario 2023.
Fra i dati più interessanti, in una situazione comunque pesante per chiunque debba frequentare (per lavoro, per necessità o per imposizione) le aule giudiziarie, riguardo al Tribunale civile, c’è quello delle cause in entrata: dalle 8589 nel 2020 siamo passati alle 8080 nell’anno successivo e alle 7650 nel 2022.
Riguardo al Tribunale penale, abbiamo il dato sulla durata media dei processi: con il rito collegiale 714 giorni, con il rito monocratico 629 giorni.
Tornando alla Sezione civile, nel periodo preso in esame (che è per tutte le voci dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022) il numero dei procedimenti di nuova iscrizione ammonta a 7650, i casi definiti sono stati di più (8669) e quelli pendenti scendono sotto quota ottomila (7924). «Discrepanze – afferma Nencini - sono presenti tra i dati ufficio e dati Dgstat (Direzione generale di statistica) per quel che concerne la volontaria giurisdizione. I dati del giudice tutelare sono esclusi dalla rilevazione Dgstat e la cancelleria non ha fornito alcuna spiegazione in merito».
Le pendenze ultra-triennali sono diminuite in modo rilevante: nel settore civile ordinario si è registrata la diminuzione più importante, essendo le cause ultratriennali scese da 2903 a 1985 ; nel settore lavoro da 215 a 142.
Passando alla famiglia, resta alto il numero di separazioni e divorzi. Le separazioni consensuali sono state 260, quelle giudiziali 107, i divorzi congiunti 230, i divorzi giudiziali 150 .
In materia fallimentare permangono numerose pendenze, «da collegare in gran parte alla difficoltà di collocare sul mercato i beni, soprattutto immobili, delle procedure concorsuali, difficoltà connessa presumibilmente con lo stato stagnante del mercato immobiliare, atteso l’attuale periodo di crisi che disincentiva gli investimenti».
Il tribunale è molto produttivo, afferma Nencini. «Un importante indicatore di funzionalità dell'Ufficio è il cosiddetto "indice di ricambio" ovvero il rapporto percentuale fra i casi sopravvenuti e quelli definiti, quindi la capacità di gestire il presente e smaltire il pregresso: dai dati si evincono risultati di indice di ricambio superiori a 100 in quasi tutti i ruoli e si evidenzia che nei ruoli di “affari contenziosi”, “lavoro, previdenza e assistenza obbligatoria” e “procedimenti speciali sommari” l’indice è nettamente superiore all’anno precedente. Da questi valori si «deve trarre una valutazione estremamente positiva della produttività della Sezione».
Dunque si stanno realizzando «importanti risultati nel processo di smaltimento del grave arretrato accumulatosi nel corso dei decenni, specialmente nel settore del contenzioso civile ordinario, obiettivo altresì del Pnrr».
E la Sezione penale? «Nonostante le numerose difficoltà il disposition time è migliorato in modo evidente». Si tratta della misura di durata utilizzata a livello europeo e tra gli obiettivi da migliorare nel Pnrr, e consiste nel rapporto tra il numero dei pendenti alla fine del periodo di riferimento con il flusso dei definiti nel periodo e coincide con l’indice di durata.
Nell’anno giudiziario 2012-22 il disposition time per il rito collegiale è 544,29, pe r il monocratico 772,06. Numeri alti, certo, ma nell’anno giudiziarioprecedente erano rispettivamente 1089,20 e 1244,56.
Quanto all’Ufficio Gip-Gup, «Adeguata è risultata la produttività» secondo la relazione di Nencini. I tempi di definizione dei procedimenti contro imputati noti appaiono molto contenuti; sul totale dei 4728 procedimenti esauriti, la durata media risulta ridotta a meno di quattro mesi e mezzo.
In aumento il numero dei decreti penali di condanna (429 a fronte dei 379 del periodo precedente), in calo le ordinanze di convalida del fermo e dell'arresto (116 a fronte di 139), e i provvedimenti sulle misure cautelari.
Notevole il ricorso all'istituto della messa alla prova (92) a seguito di opposizione a decreto penale di condanna. Molti, infine, gli imputati che fanno ricorso all'istituto dei lavori di pubblica utilità (152) con riferimento ai reati in materia di Codice della Strada.
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