Il dolore
“Pisa2033” in campo per le comunali: «Una spinta per la città»
Iniziativa di un gruppo di cittadini con Buscemi
PISA. «Un movimento di idee, un laboratorio di scambi di impressioni, un osservatorio (diremo laico e autonomo) che intende agire in vista delle prossime elezioni amministrative e che non si riconosce in alcuna precisa appartenenza partitica». Così si definisce “Pisa2033” che nasce «dall’iniziativa di un nutrito drappello di persone (imprenditori, commercianti, operatori culturali e cittadini) che hanno a cuore il destino della nostra splendida città», tra i quali Andrea Buscemi (attore/regista, ex assessore), Claudio Meoli (ispettore di Polizia in pensione), Andrea Pochini (commerciante), Silvia Dall’Anese (architetto), Martina Benedetti (attrice), Viviana Maglie Zaccheo (libero professionista), Maria Teresa Galli (operatrice turistica).
«Pisa2033 – dicono i promotori – vuole ammettere che l’attuale e le precedenti amministrazioni hanno pur fatto qualcosa di buono per la città. Ma crediamo anche che oggi la maggior parte della classe dirigente abbia probabilmente già espresso il massimo della propria potenzialità. Chiamati alla prova, i vari amministratori degli ultimi dieci anni hanno spesso fallito: si pensi alla malamovida, al degrado, alla microcriminalità che non è affatto diminuita, all’esercizio della cultura che oggi è ai minimi storici. Spesso la città ha vivacchiato, perché mancante di una visione a largo raggio (quella, ad esempio, che ha avuto la vicina Lucca). Chi sta oggi alla gestione dei comandi (o chi si candida a farlo) è realmente in grado di esprimere una visione del futuro di Pisa? Si riesce a operare davvero con lungimirante coscienza delle straordinarie potenzialità di un territorio unico o ancora prevalgono sterili scelte di mera convenienza politica?».
«Il nostro portone – aggiungono – è spalancato a tutte le persone di buona volontà che vorranno contribuire davvero a indicare il miglior percorso per la nostra città, nel rispetto della sua grande tradizione ma anche con la coscienza che il mondo è cambiato e con esso dobbiamo saperci confrontare. Coscienti che le potenzialità di Pisa sono enormi, in grado di ricominciare a farci esistere in Europa a testa molto alta, il nostro osservatorio naturalmente auspica che alle prossime amministrative non vengano fatte scelte di pigra transizione, un vivacchiamento che la ultrasecolare storia di Pisa non merita più. Ci siamo chiamati Pisa2033 – concludono – perché i dieci anni che abbiamo davanti saranno decisivi e crediamo non sia più il caso di accontentarci di visioni di modesta e breve gittata. In questo senso pensiamo che, da diversi anni, Pisa abbia già perso del tempo prezioso».l
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