Il Tirreno

Pisa

Dramma in classe

Pisa, la morte di Maria Neve: «Le maestre non potevano sapere del soffocamento della bimba»

Pietro Barghigiani
Pisa, la morte di Maria Neve: «Le maestre non potevano sapere del soffocamento della bimba»

Le motivazioni del giudice per l’assoluzione delle due insegnanti della scuola Agazzi

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Non si può pretendere che Polvani e Marchetti dovessero prestare a Maria Neve, sempre e comunque, l’attenzione totalizzante che richiedeva a prescindere dai fatto che vi fosse motivo di ritenere che non fosse adeguatamente tutelata. Sia perché non avrebbe avuto allora senso la nomina di una insegnante di sostegno, sia perché così facendo sarebbero inevitabilmente venute meno ai propri doveri nei confronti degli altri bambini».

È uno dei passaggi, il più significativo, con cui il giudice Susanna Messina nelle 15 pagine di motivazioni spiega il senso dell’assoluzione, «perché il fatto non costituisce reato» della maestra e dell’insegnante di sostegno a processo con l’accusa di omicidio colposo per la morte della piccola Maria Neve, la bimba disabile di 6 anni e mezzo soffocata con un pezzo di spugna la mattina del 2 dicembre 2016 alla scuola d’infanzia Agazzi. Un’assoluzione piena per Donatella Polvani, 56 anni, dipendente comunale (difesa dagli avvocati Max Marescalchi e Chiara Miele) , ed Elena Marchetti, 40 anni, di Pisa, educatrice della cooperativa Arnera di Pontedera (assistita dall’avvocato Marzio Piselli).

Non potevano accorgersi che la bimba aveva ingerito un pezzo di gommapiuma (3 x 8,5 cm) dal momento che ognuna era impegnata nella propria mansione e la piccola era nell’aula da sola con l’insegnante di sostegno dedicata.

Ancora il giudice: «Partendo dal presupposto che Maria Neve era in classe con la maestra deputata specificamente alla sua tutela, le imputate, a loro volta impegnate nelle proprie mansioni istituzionali, non avrebbero avuto modo di attenzionare la minore con le modalità totalizzanti richieste dalle patologie che la affliggevano, se non venendo distolte da quelli che erano i loro compiti primari di tutela nei confronti di altri bambini. Va peraltro rammentato come anche tale funzione fosse particolarmente impegnativa, sia per la Marchetti (in posizione speculare alla Castellani, ma con altro minore), sia per la Polvani, il cui ruolo era, il giorno in questione, ulteriormente aggravate dal dover gestire in solitaria l’intero numero dei bambini normodotati, non essendo stata predisposta sostituzione dell’altra insegnante di sezione temporaneamente assente».

Per la morte di Maria Neve al momento c’è una sola condannata – pende ricorso in Cassazione – a 4 mesi per omicidio colposo inflitti in appello dopo l’assoluzione in primo grado. È l’insegnante di sostegno Roberta Castellani, 44 anni, di Sarzana, educatrice della coop Arnera di Pontedera.

Nel procedimento penale per una morte che commosse la città, il responsabile civile, il Comune di Pisa, era rappresentato dall’avvocato Muriel Petrucci, mentre le parti civili erano rappresentate dagli avvocati Salvatore Salidu, Elena Borsacchi e Stefano Tovani.l

Pietro Barghigiani

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web