Il dolore
Pisa, il Cottolengo cresce: venti posti in più per non autosufficienti nell’anno del centenario
Cantiere al via nei prossimi mesi. Don Carmine Arice: «Oggi celebriamo il primo secolo di una storia che vorremmo proseguisse ancora a lungo»
PISA. Nell’anno del centenario, la “Piccola Casa della Divina Provvidenza” di via Mazzini, per tutti i pisani semplicemente il “Cottolengo”, disegna il suo futuro. Perché le celebrazioni per i cento anni della storica istituzione ecclesiale, fondata nel 1923 in seguito alla donazione dei conti Ludovico Rosselmini nei Gualandi e Augusta Raimondi e che da allora ha accolto 1.841 persone fragili e anziani non autosufficienti (1.464 donne e 377 uomini), non saranno solo l’occasione per fare memoria di un’istituzione radicata nel centro della centro della città e nel cuore dei pisani, ma anche per gettare un ponte verso il futuro.
Lo ha detto chiaramente il padre generale della congregazione don Carmine Arice: «Sono solo i primi cento anni di una storia che vorremmo proseguisse ancora a lungo: per questo, superata la fase più acuta dell’emergenza sanitaria e nonostante i rincari dovuti all’aumento delle materie prime, nei prossimi mesi inizieranno finalmente i lavori il radicale intervento di riqualificazione che interesserà la nostra struttura» ha spiegato ieri mattina aprendo la celebrazione solenne del centenario.
Le linee guida da seguire le ha tracciate l’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto: «Siamo grati al Cottolengo per l’esempio che ha dato in un secolo d’impegno nel cuore della nostra città e che siamo certi proseguirà anche per futuro: non un ospedale e nemmeno una residenza per anziani, ma un luogo di cura e una famiglia, fatta di terapie ma anche di relazioni calde e umane, per chi non è più in grado di vivere da solo e aperta alla chiesa diocesana, alla città e ai suoi bisogni, come ha sempre fatto in questi anni. Basti pensare alla mensa per i poveri della città, gestita insieme alla Caritas diocesana, proprio nei locali di questa struttura. Abbiamo un anno per pensare e progettare il futuro: i servizi offerti potranno anche cambiare in ragione delle mutate esigenze e bisogni, ma sono certo che rimarrà inalterato lo stile evangelico di presenza, improntato all’accoglienza mettendo sempre al centro la relazione con la persona fragile».
Così sarà. Il progetto di riqualificazione riguarderà, in particolare, una porzione dell’attuale edificio, il muro di cinta e il parco dove potrebbe essere ricavato un’eventuale parcheggio. La nuova struttura avrà a disposizione ottanta posti letto per anziani non autosufficienti (venti in più degli attuali), oltre ad altri ulteriori dodici e nuovi spazi che possono rispondere ai nuovi bisogni socio-sanitari della cittadinanza pisana, inclusi quelli del “Dopo di noi” per le persone con disabilità.
Al Cottolengo è arrivata anche la gratitudine del sindaco Michele Conti «per quello che avete fatto per tanti pisani, in cento anni di storia e per quello che farete in futuro, con gli attuali progetti di riqualificazione finalizzati a migliorare la struttura, accreditarla e renderla sempre più aperta al quartiere e alla città». Un percorso costruito insieme alle istituzioni locali, a cominciare dall’Ausl Toscana Nord-Ovest. «Sono convinta – ha detto la direttrice dei servizi sociali dell’Azienda Laura Guerrini – che i lavori di ristrutturazione annunciati aumenteranno ancora di più la qualità delle prestazioni e permetteranno una più profonda sinergia con il sistema dei servizi socio-sanitari e con il servizio sanitario».
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