La protesta
Pisa, ritrovato in centro dai poliziotti bimbo di 10 anni sparito da casa: «Così lo abbiamo calmato e ottenuto la sua fiducia»
Il mutismo iniziale si è sciolto grazie all’idea degli agenti che così hanno potuto identificarlo e contattare la famiglia
PISA. Un gioco per vincere la paura. Dal ritrovarsi sperduto e lontano da casa a vivere un’avventura che diventerà una storia da raccontare. È quella vissuta con i suoi supereroi in divisa che per alcuni minuti hanno trasformato un bimbo terrorizzato nel protagonista di una vicenda di cui vantarsi con gli amichetti.
Una vicenda a lieto fine firmata dagli agenti delle volanti iniziato con il ritrovamento di un bimbo di poco più di 10 anni nella hall del cinema Odeon in piazza San Paolo all’Orto. È successo domenica 15 gennaio quando una donna ha telefonato al 112, numero unico delle emergenze, segnalando la presenza di un bambino spaesato che non rispondeva alle domande su cosa ci facesse lì e dove erano i suoi genitori. Preoccupata per il bimbo, la donna ha avvertito i poliziotti della difficoltà di comunicazione. E anche gli agenti nell’approccio iniziale hanno trovato un muro di silenzio nel piccolo all’apparenza scomparso. Allora gli operatori con un guizzo di fantasia hanno trovato la chiave per aprire un dialogo con il bimbo. Il mutismo è stato superato con una mossa vincente: lo hanno fatto salire a bordo della pantera della polizia facendolo anche parlare alla radio con la sala operativa. Insomma, per qualche minuto è stato un poliziotto aggiunto. E la diffidenza iniziale è svanita. I poliziotti sono riusciti a farsi dire nome e cognome dal bambino, consentendo operativa di individuare la residenza anagrafica in zona Mezzogiorno, le generalità dei genitori e il loro numero di telefono. Caso risolto con il più pieno dei sorrisi con il padre chiamato in questura dove ha potuto riabbracciare il figlio e ringraziare la polizia per la rapidità dell’intervento. Ha chiarito che il bimbo aveva approfittato di una momentanea distrazione dei genitori per allontanarsi da casa e percorrere oltre due km a piedi prima di essere ritrovato. Il piccolo “agente” per gioco, prima di uscire dalla questura, ha voluto fare anche una foto ricordo con i suoi “salvatori” dentro la sala operativa. Erano i “colleghi” con cui aveva parlato poco prima via radio.
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