Il Tirreno

Pisa

Il delitto di via Corridoni

Pisa, l’assassino davanti al giudice

Pietro Barghigiani
Pisa, l’assassino davanti al giudice

La Procura chiede il processo per l’autore dell’omicidio del parrucchiere. A gennaio udienza dal gip: sarà un duello di perizie sulle condizioni mentali

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PISA. Omicidio volontario aggravato. È il reato che la Procura contesta all’autore del delitto di via Corridoni nella richiesta di rinvio a giudizio che verrà discussa nei prossimi giorni davanti al gip Giuseppe Laghezza.

Il pm Egidio Celano vuole processare Mourad Talbi, 29 anni, tunisino, in carcere dal giorno del delitto, il 7 agosto scorso. Un’aggressione mortale, sul marciapiede davanti al negozio, conclusa a colpi di coltello quella che il nordafricano pianificò nelle ore precedenti e mise in pratica in un pomeriggio festivo. La Procura ha acquisito una perizia psichiatrica di parte in cui l’imputato viene definito completamente incapace di intendere e volere e socialmente pericoloso.

Difeso dagli avvocati Massimo Parenti e Cristina Masetti, il 29enne maghrebino ha cambiato diverse carceri per le sue intemperanze nei confronti di altri detenuti e del personale penitenziario.

La moglie della vittima, il parrucchiere marocchino Halim Hamza, 32 anni, si è affidata all’avvocato Ottavio Bonaccorsi per costituirsi parte civile all’udienza di gennaio. Il legale ha già affidato un incarico allo psichiatra Maurizio Pieri per chiarire se e in quale misura l’assassino presenti un eventuale vizio di mente.

Al di là delle consulenze psichiatriche, resta un mistero il movente di un delitto così efferato di cui non si ha memoria nella cronaca recente cittadina. Nell’immediatezza dell’interrogatorio con il magistrato di turno, Talbi disse che la vittima aveva contribuito a farlo abusare e picchiare da un italiano, residente a Firenze il cui figlio in realtà sarebbe stato suo, frutto di una relazione con la moglie del padre formale. Secondo Talbi in sostanza Halim, quando lo aveva invitato a casa sua per dargli da mangiare dopo averlo visto vivere in strada da sbandato, lo avrebbe drogato e fatto abusare riprendendo le scene con il telefonino. E il mandante, sempre stando alla mente del 29enne, sarebbe stato un fiorentino di cui il tunisino ha fatto da tempo il nome alla polizia. Una farneticazione senza alcun fondamento che già anticipava la confusione mentale del nordafricano. Un deragliamento completo che ora viene diagnosticato da un consulente dell’accusa. Ci saranno da approfondire anche gli eventuali legami tra omicida e parrucchiere. L’udienza servirà a capire se anche il gip vorrà nominare un consulente per esaminare lo stato mentale dell’imputatol

Pietro Barghigiani

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