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Sanità

Ecco il dono più grande: la vita che ricomincia dopo un trapianto. Perché Pisa è un'eccellenza

di Roberta Galli

	Il professor Ugo Boggi
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Il professor Ugo Boggi

L'azienda ospedaliera pisana traino della Toscana. Il professor Ugo Boggi: «Da noi oltre il 70% degli interventi». Dal 1972 a oggi sono stati eseguiti a Pisa quasi 5000 trapianti

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PISA. «Quello che è stato fatto a Pisa, negli ultimi cinquant’anni, in materia di trapianti di organi, è una storia che deve servire a tutti, anche ai più giovani, per capire l’importanza della donazione, fondamentale per salvare la vita. Oggi siamo qui per celebrare una ricorrenza importante. Ripercorrere insieme la storia per non dimenticare, ma con un significato ben preciso: la consapevolezza del passato e la responsabilità per il futuro».

Parole del professor Ugo Boggi, direttore dell’Unità operativa di Chirurgia generale e dei trapianti dell’Aoup, che giovedì pomeriggio nel complesso degli Arsenali Repubblicani, alla Cittadella, è stato il cuore e la mente di un evento che ha ripercorso una storia lunga mezzo secolo, fatta di tappe, immagini, nomi e testimonianze che hanno permesso alla Scuola pisana di chirurgia di affermarsi a livello nazionale ed internazionale in materia di trapianti.

Era infatti il 15 febbraio 1972 il giorno in cui il professor Mario Selli eseguiva il primo trapianto di rene all’ospedale di Pisa, nonché il primo in Toscana. Dopo quell’intervento il settore dei trapianti non si è più fermato. Una ricorrenza che l’associazione “Per Donare la Vita Onlus”, con il patrocinio del Comune di Pisa, di cui il professor Ugo Boggi, è uno dei soci fondatori, ha voluto celebrare attraverso un incontro agli Arsenali per ricordare i “maestri”, coloro che hanno aperto la strada a tecniche ormai diventare quasi routinarie. E così attraverso un evento celebrativo, ma allo stesso tempo un momento per scambiarsi gli auguri e ritrovarsi, in una sala gremita di medici e primari, molti non più in attività, infermieri, ed ex dirigenti ospedalieri, sono stati ricordati, tra gli applausi, nomi importanti di coloro che hanno fatto la storia dei trapianti nella nostra città: Sergio Giovannetti, Mario Selli, Gabriele Monasterio, Paride Stefanini, Franco Mosca e tanti altri. Presenti in sala anche il sindaco Michele Conti, il rettore Riccardo Zucchi e Silvia Briani, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa. I numeri a Pisa in materia di trapianti sono molti importanti.

«Sostanzialmente presso il nostro ospedale – ha spiegato a margine dell’iniziativa il professor Boggi – viene fatto circa il 70-80% dei trapianti in tutta la Toscana. E il trapianto di organi è fondamentale, è come ricevere una trasfusione di sangue, ma per poterlo eseguire è necessaria una donazione, un atto di disponibilità da parte di altri. La Toscana negli anni si è organizzata ha un ottimo sistema, quindi da questo punto di vista non ci possiamo lamentare, ma alla base di tutto c’è la disponibilità del singolo, del cittadino, che dona per dare la vita ad altri. Ed in questo contesto è importante l’azione che ogni giorno porta avanti l’associazione Per Donare La Vita Onlus per sensibilizzare sempre di più verso una scelta consapevole e condivisa, ovvero quella della cultura del dono, già presente in molti, ma che vede essere ogni giorno coltivata».

A dare un contributo all’iniziativa anche il Giuseppe Bozzi, presidente dell’associazione Per Donare la Vita Onlus. «Siamo nati nel 2007 – ha spiegato il dottor Bozzi – per supportare trapiantandi e trapiantati. Quindi noi cerchiamo di aiutare coloro che devono essere sottoposti a ricevere un organo. La nostra associazione è sempre operativa nel portare avanti i valori in cui crediamo: l’altruismo, la solidarietà e vogliamo che questi messaggi possano raggiungere più persone possibili, nella consapevolezza che il dono di un organo è un gesto che salva la vita agli altri». L’associazione porta il suo messaggio ovunque, anche nelle scuole.

«Io sono un medico – conclude Bozzi – Sono stato il coordinatore regionale dell’organizzazione dei trapianti. Sono stato membro della Consulta nazionale a Roma e coordinatore locale dell’ospedale di Pisa. Un ruolo che ho svolto con grande impegno e grande passione e non appena sono andato in pensione ho accettato la carica di presidente di questa onlus per portare all’interno del nostro sodalizio, la mia esperienza, e centrare ancora di più i nostri obiettivi».

Dal 1972 a oggi sono stati eseguiti a Pisa quasi 5000 trapianti, fra cui 400 trapianti di pancreas, 1500 trapianti di rene da donatore cadavere, 500 trapianti di rene da donatore vivente e 2500 trapianti di fegato. Negli ultimi 10 anni la media annua di interventi è circa 100.


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