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Lutto

Roberto, pisano morto in Brasile: addio al cardiologo innamorato del mondo. «Ci mancherai gigante buono»

di Antonio Scuglia

	Il cardiologo pisano morto in Brasile 
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Il cardiologo pisano morto in Brasile 

Lascia la moglie e un figlio. Un passato da giocatore di basket, al suo attivo oltre 240 pubblicazioni scientifiche su giornali e congressi nazionali e internazionali

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PISA. Una brutta malattia con la quale combatteva da tempo alla fine ha avuto la meglio: il cardiologo pisano Roberto Baglini è morto a Rio de Janeiro, dove viveva e lavorava da diversi anni.

Lascia la moglie e un figlio, che studia all’università in Olanda.

Pur avendo girato gran parte del mondo e abitando all’estero da un bel po’, Baglini, che avrebbe compiuto 65 anni il prossimo 13 gennaio, era rimasto in contatto con gli amici, soprattutto con gli ex compagni di basket: gli sportivi non giovanissimi lo ricordano come il “gigante buono” della pallacanestro pisana (era alto 201 centimetri), che Sauro Bufalini portò anche con sé a Varese dopo le esperienze nel Cus e nella Ies.

«Venne a Pisa nel 2019 per un progetto e vi restò un paio di mesi – ricorda l’amico Paolo Petruzzelli – . Come giocatore lo ricordo per l’ottima tecnica nonostante l’altezza, davvero inusuale a Pisa in quegli anni. E come uomo, nonostante la grande serietà che metteva nella professione medica, per la grande autoironia e la piacevolezza, oltre che per la grandissima cultura».

Anche Riccardo Gaddi lo ricorda: «Roberto era davvero un bel pivot, avrebbe potuto fare campionati di alto livello se non avesse avuto la grande passione per la medicina che lo portò a concentrarsi sullo studio e il lavoro. Un amico sincero, benvoluto da tutti coloro che lo conoscevano. Piangiamo un gigante buono, in tutti i sensi».

Classe 1958, dopo il diploma allo lo Scientifico Dini si laureò in Medicina con (110 e lode e dignità di stampa), poi si specializzò in Cardiologia, anche qui con il massimo dei voti. Al suo attivo oltre 240 pubblicazioni scientifiche su giornali e congressi nazionali e internazionali. La medicina lo aveva portato a girare prima l’Italia e poi il mondo, ora da diversi anni aveva messo radici in Brasile. E come professionista sanitario, oltre alla cardiologia i suoi interessi lo portarono a studiare profondamente le applicazioni dell’ipnosi in medicina e chirurgia. e a ideare un suo metodo (Pr.Ana., programmazione analogica). Era responsabile della sede Upda in Brasile e consulente per la sezione professioni sanitarie.  

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