Il dolore
Stalking e minacce contro il caposala: infermiere pisano finisce sotto processo
L’uomo ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica. L’udienza davanti al gup Donato D’Auria è fissata per febbraio
PISA. Va a processo l’infermiere dell’Aoup agli arresti domiciliari da cinque mesi con l’accusa di aver trasformato il suo caposala in un bersaglio da colpire con numerosi episodi di stalking tra minacce e danneggiamenti.
L’uomo, 54 anni, residente a Pisa, ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica. L’udienza davanti al gup Donato D’Auria è fissata per febbraio. L’infermiere, assistito dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria, si è detto disponibile a offrire un risarcimento alla vittima delle sue incursioni sconsiderate tutelato dal legale Giuseppe Cutellè. Questioni che saranno valutate in occasione dell’udienza preliminare.
Le accuse
L’imputato deve rispondere di stalking, danneggiamento, ma anche resistenza a pubblico ufficiale, guida in stato di ebbrezza e porto abusivo di armi. I primi due reati riguardano le sue azioni contro il caposala, gli altri sono frutto dei controlli effettuati dalla polizia che lo aveva fermato dopo un breve inseguimento in centro.
Il movente
Una storia di rancori, a senso unico da quello che emerge dagli atti, su un posto di lavoro delicato come un ospedale. E in un reparto di eccellenza di Cisanello con medici e infermieri altamente specializzati. Qualcosa si sarebbe rotto in un contesto ad alto tasso di stress e il caposala è diventato il bersaglio da colpire. Quelli che sono fisiologici confronti hanno deragliato in sequenze che hanno costretto il caposala non solo a cambiare reparto, ma a seguire un percorso di sostegno psicologico.
Alcol e coltello
Dalle denunce presentate dalla vittime di stalking è emerso che l’infermiere una volta si era presentato sotto casa della vittima con lo stereo dell’auto ad altissimo volume. «Quando sono uscito sul balcone mi ha mostrato i genitali» era stato il racconto alla polizia del caposala. E alla visione delle parti intime il 54enne avrebbe aggiunto anche offese e minacce gravi, udite anche dai vicini che avevano telefonato al 112, il numero unico delle emergenze. A questo si aggiungono le gomme tagliate all’auto del caposala. Una sera l’infermiere in fuga in auto dalla casa del suo bersaglio venne inseguito dalla polizia.
Una volta fermato, il tasso alcolemico del 54enne era oltre i limiti di legge. E sotto il sedile del passeggero aveva anche un coltello a serramanicol
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