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Violenza sessuale su una ragazzina, sconto di pena per un noto protagonista culturale

Pietro Barghigiani
Violenza sessuale su una ragazzina, sconto di pena per un noto protagonista culturale

Palpeggiamenti, frasi provocatorie e anche alcune foto di nudo modificate

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PISA. Un lieve sconto di pena per effetto della concessione delle attenuanti generiche porta la condanna da 2 anni e 4 mesi a 2 anni per un noto protagonista delle attività storiche e culturali cittadine.

È la sentenza, con rito abbreviato, della Corte d’Appello nei confronti di Vito Ardito, 72 anni, pisano, residente a Cascina, accusato di violenza sessuale (nell’ipotesi di minore gravità), stalking e detenzione illegale di arma da fuoco. Ex presidente, dimissionario dall’epoca dei fatti, dell’associazione che si occupa delle manifestazioni storiche pisane, Ardito, difeso dall’avvocato Massimo Parenti, non ha ottenuto la condizionale. È un elemento per valutare l’eventuale ricorso in Cassazione.

La sentenza del Tribunale di Pisa era stata pronunciata nel dicembre 2020. L’oggetto delle sue attenzioni era stata per anni una minorenne che frequentava i corsi con altre coetanee e di cui l’uomo si era invaghito arrivando a palpeggiarla e a sommergerla di regali non richiesti, accompagnati da lettere niente affatto gradite. La ragazzina, non ancora maggiorenne all’epoca degli episodi, non si era costituita parte civile dopo aver ricevuto un risarcimento da parte dell’imputato.

La storia era venuta alla luce grazie all’indagine condotta dalla squadra mobile pisana dopo la denuncia dei genitori della studentessa che con difficoltà aveva riferito in casa degli atteggiamenti sgradevoli e insistenti dell’allora presidente dell’associazione frequentata dalla minorenne. Ai poliziotti aveva riferito di aver ricevuto dall’uomo, mentre si trovava in palestra per svolgere allenamenti, anche approcci di natura sessuale con frasi ambigue e, in alcune circostanze, pure strusciamenti, palpeggiamenti e contatti fisici. Una volta capitò di sentirsi appoggiare una mano sul fondoschiena.

Spesso riceveva apprezzamenti ritenuti volgari e, comunque, inappropriati considerata una differenza di età di quasi mezzo secolo. Quando gli investigatori si presentarono a casa del pensionato per una perquisizione si erano imbattuti, oltre che in migliaia di film hard, anche in una sequenza di foto della ragazza scaricate dal suo profilo Instagram in cui nel mantenere il volto autentico aveva modificato il corpo, denudandolo, con il programma Deepnude. Trovarono anche una pistola non denunciata.

In occasione dei sequestri, la polizia aveva trovato dei video amatoriali nella casa di Ardito realizzati con minorenni, inconsapevoli di essere ripresi, ai quali l’uomo metteva a disposizione l’appartamento per gli incontri intimi.

Ne era nato un secondo procedimento penale concluso nel marzo scorso con una condanna in primo grado, sempre in abbreviato, a 6 anni per produzione di filmati pedopornografici, violenza sessuale aggravata, adescamento di minore e interferenza nella vita privata.l


 

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di Redazione web