Toscana
Aeroporti, servizi a terra: ultima chiamata. «Garanzie su salari e occupazione»
Il futuro del Galilei, oggi a Firenze convocati sindacati e proprietà
PISA. Non è un Natale sereno per centinaia di famiglie pisane (e non solo). E non è il primo del genere. E la “fotografia” di una preoccupazione che viene da lontano, ed è esplosa negli ultimi giorni con la notizia della vendita del 80% di quote del settore handling di Toscana Aeroporti, è quella di ieri pomeriggio. Intorno all’albero di Natale sotto Palazzo Gambacorti gli striscioni e le voci dei sindacati e dei lavoratori di un settore «in crisi a livello nazionale» che ora è stato «svenduto senza garanzie per i salari e l’occupazione».
Sindacati e lavoratori sono scesi in piazza a pochi giorni dall’ufficialità dell’accoglimento, da parte di Toscana Aeroporti, dell’offerta da parte di Alisud per l’acquisizione di Toscana Aeroporti Handling che gestisce le attività e i servizi di assistenza aeroportuale a terra ad aeromobili, passeggeri e merci negli scali di Firenze e Pisa. Un affare da 1 milione di euro che prevede l’iniziale l’acquisizione da parte di Alisud – che fa capo al gruppo Gh, uno dei principali gruppi italiani nel settore dell’handling aeroportual –, dell’80% del capitale sociale di Toscana Aeroporti Handling per 750mila euro. Tra due anni Toscana Aeroporti deciderà se procedere anche alla vendita della quota residua del 20% (per altri 250 mila euro).
A chiedere garanzie sull’occupazione e i livelli salariali per385 dipendenti di Toscana Aeroporti Handling, ieri in piazza si sono ritrovate le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo, Usb Lavoro Privato. «Ci preoccupa la cifra dell’operazione di vendita che riteniamo non proporzionata al valore di quanto è stato ceduto – afferma Valerio Lusso (Fit Cisl) – e ci preoccupa la prospettiva dei 2 anni: Toscana Aeroporti deve rimanere nella società il più a lungo possibile». I sindacati saranno stamani in Regione, convocati dall’assessora al lavoro, Alessandra Nardini (che ha chiamato a tavolo anche la nuova proprietà) «perché le istituzioni che sono dentro Toscana Aeroporti – afferma Fulvio Cacace (Filt Cgil) – si facciano garanti di livelli occupazionali e salariali e prendano coscienza del fatto che i privati stanno determinando scelte di grande impatto sull’economia e sul territorio. Il mondo aeroportuale sta cambiando: non c’è più un’unica azienda e un’unica regia. Siamo di fronte a una realtà che si è frammentata e a uno scalo che avrà due aziende nel settore handling che si fanno concorrenza in uno scenario di per sé già difficoltoso. Non vogliamo che queste difficoltà abbiano ricadute sui lavoratori». «Andremo al tavolo con la Regione – aggiunge Marco Cecchi (Ugl trasporti) – per chiedere di estendere il più possibile le garanzie per i lavoratori che sono la vera forza dello scalo e hanno portato l’aeroporto a risultati non indifferenti». «Da decenni la società di gestione aeroportuale produce utili – afferma Massimo Marino (Uiltrasporti) – ma non sono stati fatti investimenti. E a farne le spese sono stati e sono i lavoratori. Il punto numero uno al tavolo regionale sarà la richiesta di garanzie per loro».
«Non possiamo dire di essere sorpresi – conclude Paola Marchi (Usb) – Abbiamo provato a resistere alla privatizzazione e alla successiva cessione del ramo d’azienda relativo al handling. Adesso subiamo le conseguenze di queste operazioni. Dobbiamo cercare di ottenere dalle istituzioni garanzie: è l’ultima possibilità che abbiamo, perché poi la società passerà ai privati a tutti gli effetti».
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