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Riapertura bar Salvini, ecco chi sono gli imprenditori della ripartenza
Il testimone passa alla società Gui che si è aggiudicata una gara pubblica
PISA. Il bar Salvini alle Piagge presto riaprirà i battenti. Sarà la società Gui srl, con in testa gli imprenditori Alessandro Trolese e Matteo Anconetani, a realizzare il progetto che permetterà al bar, dopo una completa ristrutturazione e riqualificazione dell’area, di tornare ai suoi antichi splendori. L’affidamento provvisorio degli spazi alla società privata di ristorazione, lungo l’area della golena sul viale delle Piagge, è avvenuta mediamente l’aggiudicazione di una gara pubblica predisposta dall’amministrazione comunale, alla quale hanno partecipato sette società.
E così, l’obiettivo intrapreso nei mesi scorsi dal Comune è stato centrato. Tutto questo con il coinvolgimento di numerosi attori pubblici per districare una complicata vicenda burocratica, apertasi nel novembre del 2020 con la morte improvvisa di Roberto Salvini, lo storico titolare, e la chiusura del locale, con difficoltà varie che hanno impedito il passaggio di consegne alla generazione successiva.
Un percorso non semplice, l’area su cui sorge il Salvini è demaniale, ed è stato quindi necessario trovare più di un accordo per procedere all’aggiudicazione degli spazi, ma sulla spinta anche di una petizione cittadina, il Comune insieme a Regione, Demanio e altri enti coinvolti hanno cercato di centrare la quadra. Ora il testimone dello storico Salvini passa nelle mani di Matteo Anconetani e Alessandro Trolese.
Il progetto di ristrutturazione del locale è sulla carta, firmato dagli architetti dello studio Tolaini-Pagni. L’apertura è prevista per giugno 2023.
Matteo Anconetani è entusiasta. «Abbiamo intrapreso questo cammino – racconta l’imprenditore – nella convinzione di dover restituire alla città uno spazio tanto amato che ha fatto la storia di generazioni di pisani. Era un peccato vedere quel luogo avvolto dal degrado. Grazie agli architetti dello studio Tolaini-Pagni abbiamo presentato al Comune una nostra proposta che è stata accolta e il prossimo anno offriremo alla città il nuovo Salvini».
Lo studio prevede la realizzazione di uno chalet più moderno, ma che non si discosta molto dall’architettura precedente. Sarà sicuramente un locale multifunzionale, venendo incontro alle esigenze della clientela. «Il Salvini riaprirà sicuramente come bar – spiega ancora Anconetani – ma offriremo anche un servizio di ristorazione, con pranzi veloci e cene alla carta, oltre naturalmente ad aperitivi sfiziosi. I lavori da fare sono molti, ma speriamo di poter inaugurare in occasione del Giugno Pisano: sarebbe un bel regalo non solo per noi, ma per tutta la città e per tutti coloro che si sono battuti affinché questo storico angolo di Pisa non andasse perduto».
In prima fila a seguire il progetto c’è anche Alessandro Trolese, già titolare di diverse attività di ristorazione a Pisa. «Per noi è una grande soddisfazione essere arrivati a questo punto – dice Trolese –. Ci abbiamo creduto e per questo ci siamo fatti avanti partecipando al bando pubblico del Comune di Pisa. Il Salvini tornerà a essere quel punto di riferimento per molti, ma sarà anche in grado di offrire posti di lavoro, quindi un’opportunità per giovani della zona».
Il Bar Salvini doveva essere salvato. Lo avevano chiesto anche numerosi cittadini con una raccolta di firme su Facebook all’indomani della chiusura due anni fa, mobilitando il mondo politico, sociale e imprenditoriale pisano. Tra i firmatari dell’appello anche l’ex giocatore Marco Tardelli, eroe di Spagna ’82. Un’esigenza che partiva dal cuore di molti pisani, partendo dal presupposto che il bar chalet è stato veramente un punto di riferimento in città per oltre sei decenni, accogliendo persone di ogni età, di ogni ceto, di ogni provenienza e di ogni idea
«A seguito dei controlli di legge la direzione Patrimonio del Comune di Pisa – dice la vicesindaco con delega al patrimonio Raffaella Bonsangue – procederà all’aggiudicazione definitiva e alla consegna dell’area per nove anni alla società prima classificata per la realizzazione di attività di natura commerciale di somministrazione di alimenti e bevande».
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