Morto il professor Del Punta “Padre” di migliaia di giuristi
Il giuslavorista viveva a Calci. Il cordoglio del presidente Giani
PISA. Si è spento per malattia nella sua casa di Calci il professor Riccardo Del Punta, 65 anni, docente di Diritto del lavoro all’ateneo fiorentino, e uno dei più quotati giuslavoristi toscani e non solo.
Originario di Collesalvetti, il padre Lando era un noto imprenditore di legname di Calci. La madre Pola, era una discendente dei Pacini, storica famiglia di farmacisti della Vallegraziosa.
Laureato con il massimo dei voti, Del Punta era dal 1999 professore ordinario a tempo definito di Diritto del lavoro. In precedenza aveva prestato servizio (dal 1982) come collaboratore volontario nell’Università di Pisa, ricercatore (dal 1990) in quella di Trieste, e docente (dal 1992) in quella di Siena, prima del trasferimento a Firenze avvenuto nel 1994. Era docente alla Scuola di specializzazione per le professioni legali e direttore scientifico del corso di aggiornamento professionale in Diritto del lavoro, che si svolge ogni anno alla facoltà di Giurisprudenza. Era collaboratore abituale di enti e società di formazione.
«La Toscana perde oggi un grande riferimento del mondo accademico. Del Punta ha cresciuto negli anni migliaia di nuovi giuristi. Che la terra ti sia lieve» è il commento del presidente della Regione Eugenio Giani.
I suoi interessi di ricerca si sono concentrati prevalentemente sui temi legati alla trasformazione dell’identità e dei principi del diritto del lavoro. In parallelo all’attività di docenza e ricerca aveva esercitato la professione di avvocato in diritto del lavoro e previdenziale. Tra i vari incarichi ministeriali è stato consulente dal 2012 al 2013 della ministra Elsa Fornero) . Il professor Pasqualino Albi: «La scomparsa, prematura e improvvisa, di Riccardo Del Punta lascia un vuoto enorme e un dolore profondo in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Del Punta è e sarà per sempre un giurista immenso che continuerà a farci compagnia con le sue opere e con le sue formidabili intuizioni. Che la terra ti sia lieve, caro Riccardo». Domani alle 15.30 l’ultimo saluto nella pieve di Calci.
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