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Manda la foto di una pistola alla ex poi la insulta sul treno: arrestato

di Pietro Barghigiani
Manda la foto di una pistola alla ex poi la insulta sul treno: arrestato

Bloccato dalla Polfer, la lite dopo essersi incontrati per caso sul convoglio

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PISA. Si erano lasciati da qualche giorno. Una convivenza conclusa con una rottura deflagrante.

Fine della storia, ma con un rancore mai sopito da parte di lui.

Quando i due, per una coincidenza sfortunata, si sono incrociati su un treno che dal comprensorio del Cuoio avrebbe fatto tappa anche a Pisa, la ferita per una relazione naufragata è tornata a segnare l’orgoglio dell’uomo, un 37enne, residente a Ponte a Egola.

Dopo aver affrontato la sua ex sul convoglio ha iniziato una lite condita da offese e minacce. Nel momento in cui la donna è scesa alla stazione di Pisa Centro, l’uomo non ha ridotto la sua carica violenta.

Urlando e sbraitando contro la donna in pieno pomeriggio, ha attirato l’attenzione degli agenti della Polfer che lo hanno arrestato.

Avvertito il magistrato di turno, Giancarlo Dominijanni, il 37enne, difeso dall’avvocato Roberto Nocent, è stato portato in carcere.

Ieri mattina il gip Donato D’Auria all’esito dell’udienza di convalida lo ha tenuto in una cella del Don Bosco. L’accusa è di maltrattamenti in famiglia. L’episodio del treno è l’ultimo di una serie di persecuzioni che il 37enne aveva collezionato nei confronti della compagna che alla fine si è decisa a mollarlo.

Una scelta necessaria per riprendersi una vita inquinata dalla presenza di un uomo che nel suo delirio di possesso era arrivato al punto di mandarle attraverso Facebook la foto di una pistola con tanto di proiettili.

Un messaggio eloquente per intimidirla e sottometterla ai suoi voleri. Senza riuscirci per la forza dell’ex compagna di affrancarsi da quel rapporto avariato e interrompere un legame segnato da una persecuzione assurda.

Nel vissuto dell’arrestato ci sono storie di soprusi e violenze ai danni di altre compagne. E che hanno pure portato a una sentenza di 2 anni, sempre per lo stesso reato per cui è in carcere: maltrattamenti in famiglial




 

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