Gioco
L’aeroporto di Pisa in “vendita”? Il silenzio assordante della società
Il caso in consiglio comunale. Auletta: «Che fine ha fatto la trasparenza?»
PISA. Informazioni su eventuali trattative per la cessione del settore handling del “Galilei”? Toscana Aeroporti non può darne perché è quotata in borsa.
Lo ha scritto nero su bianco il presidente del cda Marco Carrai, rispondendo alla richiesta di informazioni pervenutagli dagli uffici del sindaco Conti alla luce del question time posto da Auletta (Una Città in Comune). «Vi facciamo presente che siamo una società quotata in borsa e dobbiamo attenerci alla normativa di settore in materia di trasmissione delle informazioni. Per quanto richiesto, dunque, si rinvia pertanto alle informazioni già rese pubbliche dalla società» è la scarna risposta dei vertici della società di gestione dello scalo aeroportuale pisano, per altro arrivata in consiglio comunale una manciata di minuti prima che iniziasse la discussione e letta dalla vicesindaca Raffaella Bonsangue.
Inclusa la chiosa finale - «confidando di aver reso gli opportuni chiarimenti, porgo i miei più cordiali saluti» - che suona quasi come uno sberleffo nei confronti del consiglio comunale e anche di un ente pubblico che è socio di Toscana Aeroporti. Specie considerando che l'ipotesi di cessione dell'handling del “Galilei”, i servizi di assistenza a terra per aerei e passeggeri, nell'ambito del processo di riorganizzazione di Toscana Aeroporti, è questione che interessa circa 350 lavoratori e che un anno fa la vendita (allora a Consulta spa) sfumò proprio ad un passo dall'intesa.
«In quell'occasione, però, Toscana Aeroporti ribadì che la cessione dell'handling rimaneva un obiettivo strategico – ha ricordato Auletta -: per questo abbiamo posto il question time chiedendo se è ancora così e se c'è una trattativa in corso per la vendita, non con chi stanno trattando. Ecco perché il fatto che la società sia quotata in borsa non c'entra nulla con la richiesta e, comunque, ricordo che comune, provincia e regione sono socie e, per trasparenza, dovrebbero essere informate. Credo che adesso la questione debba diventare politica».
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