Gioco
La cultura a braccetto con la socialità. L’Università degli adulti festeggia quarant’anni
L’associazione celebra lo speciale traguardo con un’iniziativa alla Leopolda
PISA. L’obiettivo è quello di creare un luogo di cultura e aggregazione sempre più ampio. Sono quaranta le candeline che l’Uni.De.A. (Università degli Adulti) di Pisa si appresta a spegnere. Un traguardo importante per un centro che è sempre stato un punto di riferimento nel panorama culturale cittadino.
Il compleanno a cifra tonda sarà festeggiato giovedì 17 novembre, dalle 15.30, alla Stazione Leopolda. Dopo i saluti del presidente, dottor Angelo Pomicino, si prosegue con una conferenza su “Alberi e cambiamenti climatici”, tenuta da Rossano Massai, professore ordinario di Arboricultura generale presso l’Università di Pisa. A conclusione dell’evento un concerto per chitarra elettrica e voce, tenuto da Marco Bracci e Andrea Prestianni, con le più belle canzoni degli Sessanta, Settanta ed Ottanta.
Dal 1983, anno di fondazione dell’Agenda, una realtà costituita in città per dare risposte a chi aveva tempo libero (in particolare per gli anziani), poi trasformatosi in Centro Pisano di Cultura Permanente (Cpcp), da cui è nata l’attuale Uni.De.A., l’associazione di strada ne ha fatta tanta. Attraverso un proprio regolamento, e grazie al lavoro di molti volontari, la realtà negli anni ha suggerito attività varie a persone che si sentivano sole e desideravano un impegno, soprattutto invogliandole a ricominciare.
L’associazione organizza, infatti, corsi annuali, trimestrali, mensili, conferenze ed incontri su argomenti di interesse generale o di attualità. L’offerta è inquadrata in orari ben definiti con lezioni e classi a numero aperto o chiuso, a seconda delle esigenze didattiche e di programmazione continua. Si insegnano lingua e cultura straniera, storia, arte e letteratura, ma anche informatica di base, compreso l’uso dello smartphone, strumento oramai indispensabile nella vita di tutti i giorni. Poi, ci sono le materie scientifiche e i laboratoriali: canto corale, creta, cure estetiche, disegno e pittura, hobby di carta, maglia e ricamo, scrittura autobiografica e creativa ed infine il teatro. Mentre le attività ricreative vanno dalle gite alle visite culturali.
La sede dell’Uni.De.A. si trova in via Benedetto Croce 35 ed è aperta a tutti.
«Dopo il periodo legato alla pandemia – spiega il presidente Angelo Pomicino – che ci ha costretto a modificare le nostre abitudini limitandoci nelle consuete attività e che ha impedito il regolare lavoro dell’Uni. De. A. , siamo tornati nell’anno accademico appena trascorso ad una normalità con l’attuazione della programmazione prevista senza interruzioni. La presenza dei nostri soci è stata buona anche se in numero minore rispetto agli anni precedenti a causa dell’incertezza del momento. Abbiamo ripreso tutte le attività, sia interne che esterne, e questo ci ha dato coraggio per proseguire nel prossimo anno». E proprio in questi ultimi mesi del 2022, festeggiando un traguardo importante, l’Uni.De.A. è pronta a ripartire, con il suo percorso, grazie all’intuizione della professoressa Lia Ghianda e di altri fondatori.
«Il nostro obiettivo – afferma ancora il presidente – è quello di fornire alla città un luogo di cultura, di aggregazione sociale e di rapporti umani che si sono consolidati nel tempo ed ancora oggi vivono all’interno della nostra associazione, grazie all’impegno di molti volontari, del corpo insegnante e di chi supporta il lavoro di organizzazione e controllo in stretta collaborazione con il consiglio direttivo e la segreteria, e la partecipazione di tutti i soci che ci stimolano a continuare e migliorare le nostre attività. Un grazie di cuore anche tutti coloro che hanno permesso al centro di raggiungere questo traguardo, nonostante le difficoltà: segreteria, volontari impegnati nell’attività di controllo e di ufficio, il corpo insegnante che si è arricchito e cresciuto con esperti di molte e varie materie di diversa provenienza culturale ma sempre di alto livello. Mentre ai soci rivolgo un particolare ringraziamento per aver avuto fiducia nella ripresa e li esorto a raccontare ad amici e conoscenti quanto noi facciamo, a invitarli a venirci a trovare e conoscerci ed entrare a far parte di questa grande famiglia».
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