Il Tirreno

Pisa

Pisa

Si era “scordato” una moglie: annullate le seconde nozze

di Pietro Barghigiani
La moglie del bigamo ha chiesto è ottenuto l’annullamento delle nozze
◗
La moglie del bigamo ha chiesto è ottenuto l’annullamento delle nozze

L'uomo è stato scoperto quando voleva far venire in Italia la prima consorte

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Matrimonio con dimenticanza. Lui era già sposato nel suo Paese, in Asia, con una connazionale. Un triangolo a distanza di cui la moglie italiana sarebbe rimasta all’oscuro se il coniuge bigamo non avesse chiesto il visto d’ingresso per la prima consorte all’ambasciata italiana della nazione straniera. «Siamo separati di fatto» si era giustificato all’epoca, quando venne fuori un’irregolarità civilistica e una falla nella memoria che non fece piacere alla seconda moglie.

Un riavvicinamento “fatale” per le sorti coniugali della coppia con la donna, pisana, assistita dall’avvocato Cristina Polimeno, che ha chiesto e ottenuto l’annullamento del matrimonio contratto all’estero nel 2015 e trascritto in Comune a Pisa due anni dopo.

Colpevole di bigamia, ma a livello penale non ci sono state denunce, l’uomo, ultracinquantenne, non si è difeso, ed è stato anche condannato a pagare alla ex moglie italiana, circa 3mila euro di spese legali.

La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale civile in composizione collegiale e la sentenza depositata nei giorni scorsi. L’accusa era di aver taciuto le prime nozze al momento della celebrazione del matrimonio con rito religioso islamico, fede alla quale l’italiana si era convertita, oltre sette anni fa.

Seguendo le regole del suo Paese di origine, l’uomo alla domanda se avesse altri mogli e se avesse ottenuto «l’autorizzazione al matrimonio da parte delle altre mogli presso il Consiglio arbitrale come previsto dall’Ordinamento relativo alla famiglia musulmana del 1961 non ha fornito risposta alcuna – si legge nella sentenza – . La circostanza, dunque, della preesistenza di un vincolo matrimoniale è emersa solamente nel 2016 quando lo stesso resistente ha fatto richiesta di visto d’ingresso per coesione familiare presso l’ambasciata d’Italia nella capitale del suo Paese allorquando parla di rapporto coniugale aggiungendo che il rapporto con la precedente moglie, non presenta i legami di affettività e stabilità della convivenza che si convengono ad un rapporto coniugale, integrando di fatto una separazione dei due coniugi».

Per il Tribunale «questo basta a riconoscere la sussistenza di un precedente rapporto coniugale che osta alla condizione della libertà di stato previsto all’art. 86 del codice civile e legittima la proposizione e giustifica l’accoglimento della domanda di nullità del matrimonio celebrato tra le parti, giacché contratto in violazione di un impedimento assoluto». l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa