Attenzione
Cade in una buca in strada: Comune condannato al risarcimento
Decisive le testimonianze sull’incidente a Marina di Pisa, l’ente dovrà sborsare 10mila euro
PISA. Inciampa in una buca, cade a terra e il ginocchio destro finisce ko. Il Comune di Pisa viene condannato a risarcirla con oltre 10mila euro.
La storia risale all’aprile 2016. Siamo a Marina di Pisa in via Milazzo, all’altezza dell’incrocio con via Cagliaritana.
La pensionata esce di casa intorno alle undici di sera. La zona non è illuminata granché.
Scende dal marciapiede e si imbatte in un piccolo cratere. Sufficiente, però, a farle perdere l’equilibrio. Rovina a terra e con il ginocchio destro impatta sull’asfalto.
Al pronto soccorso le refertano con sette giorni, ma lo stop per la sessantanovenne marinese è di oltre due mesi.
Fondamentale per arrivare alla sentenza del Tribunale la testimonianza di due passanti.
«Confermo che ho visto cadere questa signora mentre scendeva dal marciapiede, sono andato ad aiutarla e ho visto che c’era una buca a circa dieci-quindici centimetri dal marciapiede – ricorda un teste – . Inoltre, preciso che c’era poca luce perché il lampione è dalla altra parte della strada e ci sono gli alberi lungo i lati della strada che ombreggiano la luce. Dopo un paio di giorni la buca è stata ricoperta».
Il giudice Corinna Beconi mette in fila la sequenza con cui esclude imprudenze della pensionata e assegna al Comune la responsabilità della caduta.
Si legge nella sentenza che «il fatto è avvenuto a causa della presenza di una buca non visibile sulla traiettoria del percorso di attraversamento della strada; non è stato provato il caso fortuito idoneo a interrompere il nesso causale, la condotta dell’attrice non presentava caratteri di imprevedibilità e imprudenza, non stava “circolando sulla carreggiata” ma stava scendendo dal marciapiede per attraversare la strada in luogo scarsamente illuminato; la buca rappresentava un pericolo connesso alla struttura della strada, caratterizzato da imprevedibilità e insidia, idoneo a cagionare un danno per il quale deve rispondere l’ente custode/proprietario della strada».
Il conto che Palazzo Gambacorti deve pagare alla pensionata è di circa diecimila euro.
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