Il Tirreno

Pisa

Il dramma

Palazzina esplosa a Lucca, è grave la donna che ha partorito: le ustioni, la corsa a Cisanello e le lacrime per il suo Dante

di Pietro Barghigiani

	Un momento delle ricerche (foto Serracchioli)
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Un momento delle ricerche (foto Serracchioli)

La donna è in prognosi riservata al centro grandi ustionati, il piccolo è in terapia intensiva nella neonatologia del Santa Chiara

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PISA. «Sto male, sono preoccupata soprattutto per il bimbo». Debora Pierini è ricoverata al centro grandi ustionati di Cisanello. Rischia la vita, ma il pensiero di una mamma, in qualunque situazioni si trovi, ha la precedenza per la creatura che aveva in grembo e della quale non può occuparsi una volta venuta al mondo. Debora è stata soccorsa e tirata fuori dalle macerie di una casa che non esiste più, quella palazzina esplosa in provincia di Lucca in cui sono morto due persone.

È il primo dei due miracoli avverati in una giornata di tragedia. Il secondo si è compiuto intorno alle cinque e mezzo del pomeriggio. Con un cesareo effettuato nel reparto della chirurgia d’urgenza è nato Dante. È uno scricciolino di poco più di 2 chili che Debora e il marito Davide si aspettavano di veder nascere a fine novembre. Con altre lacrime, quelle di una gioia che ieri sono state sostituite da un dolore liquido e muto. Il destino, segnato a lutto, ha deciso diversamente. E l’équipe del policlinico pisano ha dato il suo fondamentale contributo mettendo in salvo mamma e bimbo con un parto di emergenza. Non c’era alternativa. Durante la corsa in ambulanza verso l’ospedale, i coniugi si sono scambiati poche parole al cellulare. Apprensioni e rassicurazioni con la speranza di veder finire un incubo iniziato con la deflagrazione di una bomba di gas a interrompere la serenità di una coppia pronta a iniziare un cammino da giovani genitori. Le ustioni sul corpo della 26enne lucchese sono gravi.

Il marito Davide Giracello, 29 anni, con la suocera Laura Bicchieri è nel corridoio a pochi metri dall’ingresso nel reparto dell’edificio 31 della cittadella sanitaria pisana. È qui che sua moglie ha partorito Dante in un’operazione di professionalità miste tra chirurgia e ginecologia. Il giorno in cui è diventato padre, a poco più di un anno dal matrimonio, vive lo strazio per le sorti di moglie e figlio. «Debora era di 8 mesi – racconta la mamma – . Avevano già deciso il nome del bimbo che è nato con qualche sofferenza iniziale, ma poi si è subito ripreso». Sulle cause dell’esplosione la signora Bicchieri non ha un’idea precisa. «Mio genero era fuori per lavoro – aggiunge – . Siamo stati chiamati dall’ospedale e siamo corsi a Pisa. Ho visto solo qualche immagine su Facebook. L’unica cosa che so è che dalla mattina sentivano un odore di gas, ma sembrava provenire dall’esterno».

Il parto cesareo si è concluso senza contrattempi. Poi le strade di mamma e figlio si sono divise. Lei, in prognosi riservata, al centro grandi ustionati. Lui in terapia intensiva nella neonatologia al Santa Chiara diretta dal professor Luca Filippi. «Mia figlia di recente ha fatto un’ecografia ed è andato tutto bene – prosegue Laura Bicchieri – . Il bimbo era già di 2 chili, formato e sano». Dante viene monitorato per uno scrupolo sanitario che prevale sui problemi di salute. Il parto prematuro ha causato una minima sofferenza provocando una condizione da tenere sotto controllo, ma senza particolari ansie. Ci sarà tempo per raccontargli i miracoli a cui devono la vita lui e mamma Debora.

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