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Pisa

Rapporto immigrazione

Migranti, un pisano su dieci arriva da un Paese straniero: tutti i dati dell’immigrazione sul territorio

Migranti, un pisano su dieci arriva da un Paese straniero: tutti i dati dell’immigrazione sul territorio

Sono 424.215 gli immigrati residenti in Toscana alla fine del 2021, lo 0,4% in meno rispetto all’anno precedente

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PISA. Appena 380 immigrati residenti in più. Basta questo per fare di Pisa la provincia della Toscana in cui, nel 2021, la popolazione straniera ha fatto segnare la crescita maggiore, dopo quella di Prato. Un’inezia, pari ad appena lo 0,9% in più in dodici mesi, ma tanto basta. Sono appena cinque, infatti, i contesti territoriali della regione che hanno assisto ad una crescita degli immigrati: oltre a Pisa e Prato, anche a Massa Carrara, Pistoia e Lucca, ma tutti con un incrementi percentuali, inferiori. Perché a livello regionale, complessivamente l’immigrazione si è fermata. Anzi, è leggermente diminuita (-0, 4%) passando dai da 425.931 a 424.215 stranieri, in valore assoluto una flessione pari a 1.716 immigrati residenti.

All’ombra della Torre, invece, il segno è positivo: i “pisani” di origine straniera passano da 42.382 a 42.762. In valore assoluto la provincia rimane una delle più accoglienti dell’intera regione, dopo Firenze, in cui risiedono 133mila stranieri, e Prato (59mila) e davanti ad Arezzo (quasi 36mila). Il quadro, però, cambia se si guarda all’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione: nella provincia, infatti, c’è uno straniero ogni 10,2 residenti, un’incidenza inferiore alla media regionale (11,5), meno della metà rispetto a Prato (22,6%), in cui è straniero oltre un quinto di tutti i cittadini iscritti in anagrafe, ma più bassa anche di Firenze (13,3%) e, benché di poco, anche di Siena (10,9%) , Arezzo (10,6%) e Pistoia (10,4).

Numeri e tendenze dell’immigrazione sul territorio regionale sono stati raccontati, a Pisa, nel corso della presentazione del Dossier Statisco Idos 2022, la storica e attesa pubblicazione giunta alla 32 esima edizione, nel corso di un convegno cui sono intervenuti i redattori regionali Francesco Paletti e Federico Russo, il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli, il pastore della chiesa valdese di Pisa Daniele Bouchard, Francesca Cantini del dipartimento politiche migratorie della Uil e Gianluca Lacoppola del dipartimento immigrazione di Cgil Toscana. Da cui soprattutto il fatto che, a livello regionale, gli alunni immigrati sono diminuiti. È l’onda lunga dell’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha fatto sentire i suoi sulle iscrizioni del penultimo anno scolastico quello che si è chiuso a giugno. Nel 2020/21, infatti, gli iscritti stranieri iscritti sono stati 71.769, l’1,6% in meno rispetto ai 72.919 dell’anno precedente. È una diminuzione lieve anche se leggermente più marcata della media nazionale (-1,3%), e comunque rilevante perché, dopo un decennio di aumenti ininterrotti, per la prima volta la popolazione studentesca d’origine immigrata non cresce. Beninteso, non si tratta di una tendenza limitata agli alunni stranieri, è il numero complessivo degli studenti delle scuole della regione che si è abbassato dato che all’inizio dello scorso anno scolastico negli istituti della Toscana si sono contati 6.683 iscritti in meno. Per gli stranieri, però, la frenata è stata lievemente più brusca: -1,6% contro il -1,3% degli italiani.

La diminuzione degli studenti va in parallelo con quella della popolazione straniera: sono 424.215, infatti, gli immigrati residenti in Toscana alla fine del 2021, lo 0,4% in meno rispetto all’anno precedente. Eppure in pochi se ne sono davvero andati: nel bilancio demografico del 2020, infatti, gli stranieri cosiddetti “cancellati per l’estero”, ossia coloro che hanno lasciato la Toscana e l’Italia per andare a vivere in un altro Paese, sono stati appena 2.943, lo 0,7% di tutti gli immigrati residenti.

«L’impressione è che buona parte di coloro che non risultano più residenti in Toscana, in realtà, vivano ancora nel territorio regionale, ma con uno status giuridico diverso» scrivono i redattori del rapporto. Molto stabile per coloro che, nel corso del 2020, hanno acquisito la cittadinanza italiana, pari a circa 13.282 ex stranieri, con un tasso di acquisizione di cittadinanza medio del 32 per mille. Molto più precaria, invece, per coloro che avevano n titolo di soggiorno a scadenza e lo hanno perso finendo nell’area dell’irregolarità: i permessi di questo tipo, infatti, nel 2021 sono stati 98.151, il 15,0% in meno rispetto ai 115.460 del 2020, anno in cui si era già assistito a un decremento del 9%.

La precarietà giuridica corre in parallelo con quella lavorativa. Nel 2021 il tasso di disoccupazione degli immigrati “toscani” è stato del 13,8%, più del doppio rispetto a quello degli italiani (6,6%), quello di sottoccupazione, dato da coloro che svolgono un lavoro a tempo parziale pur potendo lavorare più ore, dell’8,5%, contro il 3,2% dei lavoratori italiani. l

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di Redazione web