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Le testimonianze

Pisa, le parrocchie come le famiglie: «Il caro bollette c’è e si sente»

di Francesco Paletti
Pisa, le parrocchie come le famiglie: «Il caro bollette c’è e si sente»

Non saranno tagliate messe, catechismo o attività pastorali, più complicato gestire i costi del seminario e delle case che ospitano persone in difficoltà

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PISA. "Lo abbiamo imparato nei mesi più acuti della pandemia: nella catechesi, liturgia e animazione giovanile, non si può prescindere dalla relazione in presenza". Da Porta a Lucca, I Passi e Gagno a Cascina passando per la parrocchia di Santa Caterina: è sempre lo stesso preambolo. Lo dice don Francesco Bachi. Lo ripetono don Federico Franchi e don Bryan Dal Canto. Almeno a Pisa le chiese rimarranno aperte e messe, catechismo e altre attività della pastorale ordinaria della parrocchie non subiranno variazioni. Quanto meno non per le bollette impazzite a causa della crisi energetica. Che comunque lasceranno il segno anche sui bilanci delle parrocchie e delle altre strutture ecclesiali.

In qualche caso, invero, l’impatto si è già fatto sentire: ad esempio al seminario interdiocesano di Santa Caterina di cui è rettore don Francesco Bachi. Ci vivono venti persone, 18 delle quali seminaristi. «Lì sì, le bollette sono già lievitate e quindi abbiamo optato per quei piccoli accorgimenti che si prendono in qualunque famiglia. Qualche esempio? Si spengono le luci nei corridoi, la notte si staccano computer e fotocopiatrici e per fare la lavatrice si aspetta la sera» spiega il rettore. Che è anche parroco di Santa Caterina, adiacente al seminario: «In questo caso, però, almeno per quanto riguarda la chiesa, non credo che avremo problemi con le bollette dato che, come è noto, si tratta di un edificio di culto di straordinario valore storico, risalente al 1200, e sprovvisto d’impianto di riscaldamento» sorride. Anche se il discorso vale solo per la chiesa. Non, ad esempio, per la vicina casa canonica, che accoglie tre madri ucraine con figli, sette persone in tutto. «Le bollette sono già aumentate e sicuramente cresceranno ancora inoltrandoci nella stagione invernale, ma in questo caso mi piace sottolineare la reazione della comunità: continueremo a percorrere la via dell’accoglienza e se c’è da fare qualche sacrificio, lo faremo tutti insieme. Ancora una volta, come si fa nelle famiglie».

La parrocchia come una famiglia. Il paragone torna spesso nelle parole dei sacerdoti pisani. «Perché quando una comunità condivide un cammino, è davvero una famiglia» sorride don Bachi. Anzi, da un certo punto di vista la crisi energetica può diventare anche un’occasione educativa: «Chiederemo a tutti coloro che frequentano le nostre strutture, a cominciare dai bambini e dai giovani, quei piccoli gesti di attenzione come spegnere le luci e non lasciare accesi computer e altri apparecchi elettronici quando non sono utilizzati – continua don Federico Franchi, viceparroco della grande unità pastorale di Porta a Lucca, I Passi e Gagno e responsabile dell’ufficio catechistico diocesano -: sono piccoli gesti necessari in questo periodo per contenere i costi delle bollette, ma anche con una pedagogica per educarci tutti quanti insieme a ridurre lo spreco energetico». Di sicuro non cambieranno gli orari dei momenti liturgici e pastorali. «Ho letto che da qualche parte in altre regioni d’Italia stanno valutando di concentrare il catechismo in unico giorno per contenere le spese: a noi proprio un’ipotesi del genere non passa nemmeno per la testa» dice seccamente don Bryan Dal Canto, viceparroco di Cascina, dove poche settimane fa l’arcivescovo ha inaugurato il nuovo centro pastorale. I motivi sono due: «Crediamo che nella pastorale la relazione sia centrale e questa può essere coltivata meglio nei piccoli gruppi. Poi, cambiare gli orari da un giorno all’altro significa rivoluzionare la routine delle famiglie». l

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