Gioco
Dalla biomedicina al digitale: ecco i nuovi orizzonti della Scuola Normale
Inaugurato l’anno accademico: l’83% degli allievi proviene da fuori regione
PISA. Nella sede del Palazzo della Carovana, la cerimonia che dà il via alle attività didattiche 2022/2023 della Scuola Normale Superiore. Tanti i temi toccati nella sua prolusione dal direttore Luigi Ambrosio, al quarto anno di mandato: dai progetti di ricerca, come la collaborazione con la Fondazione Stella Maris per ricerche biomediche, alla creazione di un centro di supporto per la trasformazione digitale delle piccole e medie imprese e delle organizzazioni pubbliche, in cui la Normale contribuirà con il proprio Centro High Performance Computing.
Ambrosio ha anche accennato alla necessità di un piano programmatico di investimenti in ricerca e sviluppo che riesca a portare il Paese ai livelli di spesa di altre nazioni, ricordando come scarsi finanziamenti e bassi stipendi fanno sì che tanti dottori di ricerca italiani, il cui numero è molto diminuito nel corso degli anni, si trasferiscano all’estero.
Riguardo al Pnrr, Ambrosio ha accennato al coinvolgimento della Normale in molti progetti nazionali e regionali, come in quello “Tuscany Health Ecosystem”: «Si tratta di una presenza rilevante se rapportata alle nostre dimensioni. Riusciremo ad aumentare in modo significativo sia il numero di posti di dottorato che il personale di ricerca e la dotazione infrastrutturale grazie a questo coinvolgimento. Abbiamo per questo varato un piano triennale di reclutamento del personale tecnico-amministrativo molto ambizioso, che va ben al di là del turn over».
Nel frattempo 70 nuovi allievi sono entrati a far parte della Normale a settembre. Ben l’83% degli allievi del corso ordinario, circa 300 persone, proviene da fuori Toscana, con la Lombardia regione più rappresentata nella demografia studentesca. Mentre una parte considerevole di dottorandi proviene dall’estero, il 20% del totale, e da nazioni avanzate quali Germania, Canada e Giappone».
La Scuola si appresta a iniziare questo nuovo anno forte anche del riconoscimento internazionale come lo Shanghai Ranking 2022, che la colloca al decimo posto nel mondo se si considera il rapporto dimensioni/qualità. La specificità della Scuola è anche l’intreccio tra ambito umanistico e scientifico, come testimonia la mostra “Vite dei marmi” inaugurata ieri, parte di un progetto per riportare in vita antiche statue in deposito a Villa Corsini a Castello, a Firenze.
Tra le collaborazioni ricordate da Ambrosio, quella che vede impegnata la Normale con la Consob per il monitoraggio sull’ordinato svolgimento delle negoziazioni di mercato grazie a specifici algoritmi sviluppati da matematici e informatici; quella con la Regione Toscana per la concessione alla Scuola di un importante edificio nel centro della città, una palazzina ubicata in via Roma, a ridosso del ponte Solferino, risalente a fine Ottocento, e di oltre mille metri quadri distribuiti su tre piani.
Tra le iniziative in qualche modo storiche da ricordare quest’anno, il nuovo Statuto della Scuola Normale che per la prima volta prevede la parola direttrice, accanto a quella di direttore, così come professoressa accanto a professore, e allieva accanto ad allievo. Un segnale di discontinuità con il passato, un testo che prevede il maschile e il femminile per i sostantivi che designano tutte le varie componenti accademiche, ma non solo, e il cui principio sarà esteso a tutti i regolamenti interni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
