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Bollette insostenibili: «Chiudiamo». Storico albergo decide di fermarsi
I titolari: «È un modo per tutelarci, riapriremo a febbraio. Del resto dopo il Covid pensavamo di averne viste abbastanza, ma non è così»
PISA. «Chiudo il mio albergo d’inverno per tutelarmi».
Chiara Ciampolini, imprenditrice pisana, ha le idee ben chiare. L’emergenza legata al caro bollette non le lascia altra scelta. E così l’Hotel Moderno di via Corridoni, nel quartiere della Stazione, storica attività di famiglia, si ferma nel periodo freddo, dal prossimo 13 novembre fino all’inizio di febbraio 2023. In 60 anni di gestione, togliendo il periodo legato alla pandemia, non era mai accaduto. Adesso l’attività, passata indenne dalla rivoluzione creata dal Covid, non ha più dipendenti fissi e al timone dell’albergo ci sono Chiara Ciampolini insieme al marito Sandro Fulceri.
Tra le mura del “Moderno”, la coppia ha creato di fatto la loro casa, un’abitazione diventata però troppo costosa e le ultime bollette di luce e gas, legate al consumo estivo, quadruplicate, hanno fatto scattare il campanello d’allarme. «Già lo scorso inverno – racconta Chiara Ciampolini – avevano avuto una avvisaglia in fatto di rincari, siamo rimasti aperti lo stesso e ci abbiamo rimesso, quest’anno viste le premesse abbiamo pensato di fermarci. Uno stop di qualche mese per non mangiarci i guadagni estivi. E vista la situazione generale noi possiamo definirci fortunati: non paghiamo affitto, perché i muri sono di proprietà della mia famiglia, per questo non oso pensare ai miei tanti colleghi, e non solo a Pisa, alle prese con canoni di locazione stratosferici e adesso con bollette energetiche non da meno».
La storia dell’Hotel Moderno ha inizio nel 1956 quando Mario e Asmara Ciampolini aprono l’albergo per dare alloggio agli studenti dell’università di Pisa. Con il passare degli anni quello che è nato come pensionato per giovani fuori sede diventa a tutti gli effetti un albergo ristorante. «Erano sicuramente tempi diversi – racconta Chiara Ciampolini – anche se ogni epoca ha le sue difficoltà, ma la congiuntura economia permise ai miei nonni di creare la loro impresa». Nel 1980 il servizio ristorante viene chiuso e rimane attivo solo il servizio ricettivo e la sala colazioni per gli ospiti. E il testimone passa alla seconda generazione: Maurizio Ciampolini insieme alla moglie Luana Del Colletto, per finire nel 2011 alla loro figlia Chiara. «Chiudere d’inverno – spiega ancora l’imprenditrice – è stata una decisione se vogliamo obbligata. Un periodo di ferie forzate che ci permetterà di effettuare lavori di manutenzione alla struttura e farci trovare pronti a primavera per una nuova stagione estiva. E allo stesso tempo risparmiare sui costi, in un periodo definito da noi “morto” in termini di presenze. Purtroppo dopo il Covid, e tutti i drammi ad esso collegati, pensavamo di averne viste già abbastanza, evidentemente non è così».
Che cosa vi aspettate dallo Stato? «Aiuti, su questo non ci sono dubbi – conclude categorica Chiara Ciampolini – ma anche chiarezza sul perché il costo dell’energia, parlo di luce e gas, sia arrivato alle stelle. Noi come singoli imprenditori non ce la possiamo fare da soli».
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