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Pisa

Politica: verso le elezioni

Pisa e il candidato sindaco del centrosinistra: i nomi, i tempi e le indiscrezioni

di Francesco Loi

	Da sinistra: Antonio Mazzeo,Giuseppe Sardu, Matteo Trapani e Andrea Ferrante
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Da sinistra: Antonio Mazzeo,Giuseppe Sardu, Matteo Trapani e Andrea Ferrante

Al momento, fuori da questi nomi, il ricorso alle primarie diventa un’eventualità che potrebbe davvero concretizzarsi

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PISA. La campagna elettorale del centrosinistra potrebbe avere un’accelerazione dopo l’apertura alle primarie di coalizione da parte di Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale toscano ed esponente di punta del Pd. Sulla candidatura a sindaco per competere con la ricandidatura di Michele Conti «siamo in grado di fare una proposta ai nostri alleati – ha detto Mazzeo –. Definiamo un tempo massimo, direi entro fine novembre, e se non ce la facciamo le primarie possono essere un ottimo strumento per stabilire il candidato».

Quella di Mazzeo non è l’unica voce, dentro il partito e dentro la coalizione, in favore delle primarie (ma ci sono anche i dubbi di chi pensa possa essere uno strumento di non semplice gestione, con il rischio di alimentare in modo eccessivo la contrapposizione tra correnti). Il piano A resta comunque l’individuazione diretta di un candidato o di una candidata.

Nel Pd pisano, che martedì 11 ottobre ha riunito la direzione provinciale, si è certi che a breve sarà fatta una nuova richiesta a Maria Chiara Carrozza. Il nome della presidente nazionale del Cnr, docente (e già rettrice) della Scuola Sant’Anna, non è certo inedito. Nella coalizione viene visto come un profilo in grado di mettere tutti d’accordo, rilanciando le possibilità di un successo elettorale ripartendo da quel 40% e oltre che il centrosinistra ha ottenuto in città alle politiche.

Si deve però aggiungere che Maria Chiara Carrozza non ha mai dato la disponibilità a candidarsi, rispettando il ruolo di sindaco ma non ritenendolo una prospettiva all’interno dei suoi orizzonti. Nemmeno quando Enrico Letta, fresco di nomina a segretario nazionale del Pd, avrebbe avuto più di una carta da giocarsi nei confronti della sua ex ministra. Improbabile che sia cambiato qualcosa nel frattempo.

Un altro profilo che andrebbe oltre le primarie è quello di Giuseppe Sardu, presidente di Acque Spa. L’ex assessore della giunta Fontanelli avrebbe potuto essere candidato nel 2008, ma si trovò la strada sbarrata dalla scelta del partito nazionale di proporre Marco Filippeschi. Di fronte a un ampio consenso, Sardu potrebbe essere disposto a candidarsi, forte dell’apprezzamento anche nei settori economici e produttivi locali per la sua esperienza manageriale.

Sempre meno probabile che ci possano essere convergenze decise su profili di docenti come quello di Andrea Bonaccorsi, uno dei saggi e dei coordinatori dei gruppi di lavoro “benedetti” da Letta. Ma non da scartare del tutto, come altri outsider della società civile come Paolo Martinelli (presidente delle Acli) e Fosca Giannotti (docente di informatica alla Scuola Normale). Primo passaggio la loro disponibilità, secondo il consenso nella coalizione.

Al momento, fuori da questi nomi, il ricorso alle primarie diventa un’eventualità che potrebbe davvero concretizzarsi.

Anche nella coalizione c’era chi, come Dario Danti (Sinistra Italiana), si era già espresso pubblicamente in maniera favorevole. In questo caso il Pd andrebbe su nomi che ricoprono ruoli di primo piano in ambito cittadino. È il caso anzitutto del segretario Andrea Ferrante, ma anche del capogruppo in consiglio comunale Matteo Trapani, senza tralasciare l’ipotesi della consigliera comunale Olivia Picchi. L’obiettivo del partito sarebbe poi quello di andare alle primarie convergendo su un candidato e comunque non più di due.

Anche gli alleati della coalizione potrebbero proporre dei nomi. Ad esempio, Sinistra Civica Ecologista (che fa riferimento ad Articolo Uno) potrebbe puntare su Paolo Malacarne, ex primario di rianimazione, già protagonista di una positiva performance alle regionali. L’Alleanza Sinistra Verdi potrebbe invece portare avanti proprio Dario Danti, ma non è detto. Così come +Europa, che dovrebbe unirsi al tavolo del centrosinistra, potrebbe scegliere di candidare Federico Eligi.

Con i dubbi del Movimento 5 Stelle (legati alle dinamiche e alle scelte nazionali) e con il Terzo polo Azione-Italia Viva (Renew Pisa) intenzionato ad andare in modo autonomo almeno al primo turno, la coalizione del centrosinistra sarebbe quella delle politiche. Più una lista civica da costruire.


 

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