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Roberta Ragusa, fissata un’udienza per la revisione del processo. La difesa di Logli sostiene di avere prove per scagionarlo
Le nuove testimonianze smentirebbero il super testimone Gozi, che raccontò della lite tra i coniugi e del loro rientro in auto. Si tratterebbe di confidenze raccolte in carcere
PISA. E' stata fissata per il 5 dicembre l'udienza davanti alla corte di appello di Genova per valutare l'istanza di revisione del processo depositata nel luglio scorso dal pool difensivo di Antonio Logli, l'uomo condannato in via definitiva a 20 anni di carcere per omicidio volontario e distruzione del cadavere della moglie Roberta Ragusa, avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.
Lo ha reso noto la criminologa Anna Vagli che insieme alla genetista forense Teresa Accetta e all'avvocato Andrea Vernazza costituisce il team difensivo di Logli. "Sono diventata consulente di Antonio Logli due anni e mezzo fa - ha commentato Vagli - quando già era stato condannato in via definitiva per l'omicidio di Roberta Ragusa. Le indagini difensive, coordinate nell'ultimo anno dall'avvocato Vernazza, sono state difficili perché nella ricerca della verità si sono frapposti molteplici ostacoli. Ma siamo riusciti a trovare ciò che cercavamo perché siamo convinti che la condanna di Logli sia un grave errore giudiziario. Con il deposito, avvenuto in estate, attendiamo fiduciosi il pronunciamento della Corte".
L'istanza di revisione del processo si fonda principalmente sull'acquisizione di nuove testimonianze che smentirebbero il super testimone Loris Gozi, che dichiarò di avere visto Logli litigare con la moglie e rientrare a casa in auto, sgretolando così il suo alibi. Sono testimonianze, secondo la difesa, "fornite da persone che sarebbero state detenute nella stessa casa circondariale di Gozi, incarcerato per cause diverse rispetto al procedimento che ha coinvolto Logli. Soggetti, quindi, che avrebbero raccolto dallo stesso Gozi confidenze capaci di mettere in discussione l'impianto accusatorio che ha portato alla condanna definitiva". Infine, l'istanza contiene "documenti trovati nella soffitta di casa contenenti frasi e pensieri di Roberta che, insieme al vaglio di confidenze già rilasciate in passato, sorreggono la tesi di un suo allontanamento volontario".
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