Toscana
Pisa capitale della birra: a BeeRiver i prodotti dei birrifici da nord a sud
Storia, curiosità e caratteristiche dei prodotti protagonisti della rassegna alla Leopolda
PISA. Ogni edizione di BeeRiver accoglie una selezione sempre diversa di birrifici italiani, la cui produzione è strettamente legata alla storia e all’identità dei luoghi di provenienza. Scopriamo le realtà presenti alla XII edizione, in svolgimento il 7-8 e 9 ottobre alla Leopolda, a Pisa.
50&50 Craft Brewery-Varese
Dopo anni di ricerca e sperimentazione casalinga, nel 2014 nasce il birrificio in quel di Varese. Grazie a una cantina in continua sperimentazione, il birrificio produce birre ad alta e bassa fermentazione ispirate ai più svariati stili internazionali. A dimostrazione del notevole livello qualitativo raggiunto, 50&50 ha vinto ben 3 medaglie d’oro al concorso Birra dell’Anno 2022 promosso da Unionbirrai.
Birra del Bosco-San Michele all’Adige, Trento
Il birrificio nasce nel 2013 in mezzo alle montagne e ai boschi del Trentino come diretta espressione di quell’ambiente straordinario e misterioso: forza, maestosità, profondità, purezza ed eleganza sono le caratteristiche tipiche delle Birre del Bosco. La scelta delle referenze si alterna tra birre prodotte costantemente e alcune stagionali.
No Tomorrow Craft Beer - Manerbio, Brescia
Il progetto No Tomorrow nasce nel 2014 per iniziativa di due birrai e un esperto di comunicazione, due bresciani e un bergamasco, appassionati consumatori di birra uniti dall’obiettivo irrinunciabile di creare una nuova realtà produttiva. Birre irriverenti, al limite tra scherno e facezia, con malto e luppoli di alta qualità: il suo comportamento fuori dagli schemi rappresenta un tratto distintivo e prezioso carburante per seguire a passo svelto lo scandire del tempo.
Birra Nostrale-Buggiano, Pistoia
Il birrificio si trova sulle colline di Buggiano, in provincia di Pistoia. Qui Massimo Moncini ha avviato una florida azienda agricola recuperando un appezzamento di terreno di 7 ettari abbandonato da 20 anni. La produzione, interamente biologica, comprende olio, zafferano, lavanda, luppoli, mirtilli, lamponi, ciliege, noci, erbe officinali e noccioli. La produzione di birra resta comunque la principale attività e la più apprezzata, tanto da ottenere con la Campestre la nomina di Birra Imperdibile sulla guida alle birre d’Italia 2023 di Slow Food.
La Spezia Brewing Co.-La Spezia
La storia del birrificio parte da molto lontano e precisamente a Stoccolma, in Svezia. Il 2016 segna l’inizio dell’avventura italiana, quando nella provincia ligure nasce il primo lotto made in Italy. Il birrificio si occupa di ogni aspetto della produzione, partendo dalle ricette e dalla prototipazione per arrivare alla produzione e alla presentazione ai clienti.
Birrificio MalaRipe-Ripe San Ginesio, Macerata
Il birrificio rappresenta l’unione tra la passione brassicola e quella per il territorio, l’entroterra marchigiano, dove si respira ancora la vera essenza della regione. Grazie a un prodotto artigianale, genuino e indipendente Malaripe ha iniziato a conseguire importanti riconoscimenti, tra i quali spiccano le due medaglie d’argento assegnate dal concorso Birra dell’anno alla German Pils Sparwasser nella categoria Birre chiare a bassa fermentazione 2021 e alla Zona Rossa nella categoria American Strong Ale 2022.
Monpiër de Gherdëina-Ortisei, Bolzano
Monpiër, da “mo n pier”, la tipica frase ladina pronunciata da chi desidera “un’altra birra”, è il nome del primo birrificio artigianale della Val Gardena. Malti selezionati e un sapiente dosaggio di luppoli in combinazione con l’acqua pura di alta montagna proveniente dalla fonte Cunfin sono garanzia di alta qualità. Monpiër è dimostrazione che la birra artigianale può essere semplice, beverina, immediata e al tempo stesso incredibilmente seducente.
Okorei Microbirrificio-Mariglianella, Napoli
Nella tradizione dei Paesi nordici, Okorei era un terribile spiritello che entrava di notte nei locali dove si produceva birra per rubarne quanta possibile, facendo inacidire quella che non riusciva a portare con sé. Il mastro birraio, come contromisura, lasciava nel birrificio un gatto a cui era affidato il compito di tenere a debita distanza lo spiritello dispettoso. Il birrificio vuole essere, con umiltà e misura, parte attiva di un movimento che cerca di scrivere le sue regole e che si ingegna per portare elementi di novità all’interno del processo di produzione.
Piccolo Birrificio Clandestino-Livorno
Il Pbf nasce a Livorno nel 2010 grazie all’intraprendenza del mastro birraio Pierluigi Chiosi. È il primo microbirrificio artigianale della città e dell’omonima provincia. La produzione comprende una linea di prodotti continuativi sempre disponibili, che abbraccia stili di produzione anglosassoni, belga e tedeschi, una linea di birre affinate in legno, caratterizzate da sentori e profumi acidi e una linea di birre one shot, figlie della stagionalità e di collaborazioni con altre realtà birraie.
Toptà-Montecarlo, Lucca
Toptà nasce a Montecarlo nel 2016 dalla passione dei due amici e soci Luca e Nicola, che dopo anni di bevute e homebrewing decidono di dedicare la loro vita alla birra. Si definiscono piccoli artigiani indipendenti, utilizzano le migliori materie prime e un’infinita passione, il cui risultato è facilmente percepibile assaporando le loro creazioni.l
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