Toscana
Pisa, via le impalcature dalla chiesa di San Francesco: ma resta un rebus il restauro del tetto
Per una volta il problema non riguarda il finanziamento. Sono più di quattro anni, infatti, che la Fondazione Pisa ha dato la disponibilità a coprire tutte le spese necessarie alla recupero della chiesa con una donazione al Ministero dei Beni Culturali di 2,4 milioni di euro, pari all’importo stimato dalla Soprintendenza per il restauro del tetto. Eppure il cantiere non è ancora partito
PISA. C’è anche una buona notizia e se ne saranno accorti i pisani che sono soliti frequentare quella zona della città: da qualche giorno, infatti, sono scomparse le impalcature e almeno la facciata della Chiesa di San Francesco, capolavoro di Giovanni Di Simone chiusa al culto e ai turisti dal 2016 per il rischio crolli, è tornata a mostrarsi agli occhi dei passanti in tutta la sua bellezza.
«Rivelando anche alcune incisioni di epoca trecentesca nella parte inferiore che, se ne ve fosse bisogno, confermano ulteriormente, come questa parte dell’edificio sia di epoca medievale e non vi siano stati significativi interventi successivi» sottolinea Gabriele Del Guerra, presidente di Italia Nostra Pisana, la sezione dell’associazione che, insieme a quella di Cascina, ha organizzato proprio nel convento di San Francesco la presentazione di “Comunichiamo i beni comuni”, il progetto nazionale che localmente si è tradotto nel censimento e nella mappatura di tutte le fortificazioni di epoca medievale del territorio pisano.
«Abbiamo scelto di presentare l’esito di questo progetto nel pomeriggio di sabato 8 ottobre nella Sala del Capitolo di San Francesco proprio per riaccendere i riflettori su un bene comune enorme della nostra città, chiuso ormai da sei anni», spiega Del Guerra. Avevano invitato, fra gli altri, sia il soprintendente Valerio Tesi che l’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, ma nessuno dei interverrà al convegno. «Il vescovo, purtroppo, è impegnato con la celebrazione delle Cresime in una parrocchia e il il soprintendente Tesi ci ha fatto sapere che non potrà intervenire, ma abbiamo chiesto se può mandare qualcuno al suo posto e speriamo vivamente di poter avere qualche novità positiva sul futuro della chiesa».
Una, invero, c’è e riguarda proprio il completamento del restauro della facciata, «un lavoro ben fatto e anche una promessa mantenuta da parte dei soprintendente che è in carica da poco e di era impegnato ad ultimarlo in autunno» riconosce Del Guerra.
Resta, però, il fatto che «gli interventi di consolidamento interno, necessari a fronte del rischio del fatto che il tetto è a rischio crollo, non sono ancora cominciati, e dunque la chiesa deve rimanere chiusa» allarga le braccia padre Julian Budau, guardiano del convento di San Francesco che, dunque, continuerà a celebrare nella vicina chiesa di Santa Cecilia.
Per una volta il problema non riguarda il finanziamento. Sono più di quattro anni, infatti, che la Fondazione Pisa ha dato la disponibilità a coprire tutte le spese necessarie alla recupero della chiesa con una donazione al Ministero dei Beni Culturali di 2,4 milioni di euro, pari all’importo stimato dalla Soprintendenza per il restauro del tetto. Eppure il cantiere non è ancora partito. Stando alle indiscrezioni, vi sarebbe qualche difficoltà nella procedura di gara per l’affidamento dell’intervento. Chissà che il convegno di sabato possa essere l’occasione per fare quanto meno chiarezza sui nodi che ancora restano da sciogliere e sui tempi per arrivare quantomeno all’inizio di un intervento di fondamentale importanza per mettere in sicurezza uno dei capolavori della città. l
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