Sicurezza
Sei tonnellate di rifiuti tra spiaggia del Parco e lungarno Guadalongo
In azione 300 volontari e anche due dromedari
PISA. A fine giornata sono state raccolte ben 6 tonnellate e 300 chili di rifiuti. Tantissima plastica, materiali ingombranti, mozziconi di sigarette: è bastato passare qualche ora con in mano guanti e sacchi. Anche a Pisa ieri, come in molte città italiane, si sono svolte due diverse iniziative di pulizia dell’ambiente. Si parte intanto da due dromedari, dune sabbiose e oltre 300 persone. Che ci fanno tutti insieme? Le dune sono quelle della spiaggia tra il Gombo e la Buca del Mare a San Rossore, pulita ieri mattina grazie all’iniziativa organizzata da Plastic Free Onlus, con la collaborazione dell’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, in occasione della quinta edizione nazionale di “Sea & Rivers Day”, dedicata ai fiumi e mari.
E i dromedari? Hanno contribuito a trasportare le quasi 6 tonnellate di rifiuti raccolte dai volontari (le oltre 300 persone), tra cui moltissimi bambini, “armati” di guanti e sacchi. Alla fine sono state trovate soprattutto plastiche e microplastiche. Minore l’incidenza della spazzatura ingombrante rispetto alle scorse volte, complice il fatto che nell’ultimo anno non si sono verificate particolari piene dell’Arno. «Il problema però resta e deve essere risolto alla radice», ha sottolineato il presidente del Parco, Lorenzo Bani. Tra i presenti anche il sindaco Michele Conti.
Una volta arrivato il pomeriggio, ha preso il via anche l’evento di Legambiente “Puliamo il mondo”. Stavolta nel “mirino” (positivo) dei circa 30 volontari che hanno partecipato c’è finito il lungarno Guadalongo a Pisa. Da cui sono emersi, in circa due ore di lavoro («belle intense», ammette Yuri Galletti di Legambiente Pisa), oltre 35 sacchi pieni di spazzatura e anche diversi rifiuti ingombranti, come una carcassa di bicicletta e due trolley. Per un totale «di circa 300 chili, tra cui molta plastica e tantissimi mozziconi di sigaretta. Un modo – dice Yuri – per coinvolgere anche la cittadinanza, che si è attivata sul proprio territorio. Ci siamo divisi in due gruppi e abbiamo percorso un tratto sia verso la periferia cittadina, sia verso il Giardino Scotto». Proprio qui, nella zona sotto il ponte di accesso al Giardino da via della Fortezza, si è poi concentrata l’attività di pulizia. Nella “casa” dei tritoni, all’ombra dei grandi archi in mattoni. «Sotto il ponte – dice Simone Marzocca dell’Università di Pisa – si forma regolarmente una pozza d’acqua dove i tritoni passano il periodo della primavera-estate. Si tratta di una vera e propria fase acquatica fondamentale anche per la crescita delle larve. E ora il problema principale è la sempre maggiore assenza di acqua a causa della siccità. A questo si aggiunge l’aspetto igienico-sanitario dei rifiuti, ben presenti nell’area. Oltre a quelli “classici”, si trovano spesso le siringhe, essendo un luogo frequentato da tossicodipendenti». E infatti nel corso della pulizia ne sono emerse parecchie. «Mi piace pensare – conclude Simone – che una riqualificazione naturalistica della zona ne porterebbe una anche urbanistica e sociale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
