Italia
Si chiude dopo anni il contenzioso Asbuc Approvato l’accordo
Il Comune pagherà 1,1 milioni di euro all’ente
Vecchiano Stop al processo in Cassazione. Il contenzioso fra il comune di Vecchiano e il Comitato Asbuc sull’ex Cava di San Frediano va in archivio con un accordo transattivo approvato a maggioranza giovedì pomeriggio in consiglio comunale e che consente all’amministrazione vecchianese di chiudere la vicenda con un esborso complessivo di 1,1 milioni di euro, 700mila dei quali destinati a recupero ambientale, conservazione e salvaguardia dell’area. È l’epilogo di una vicenda che si trascinava da anni e che era già approdata in tribunale nel 2018 con tanto di sentenza di condanna da parte della Corte d’Appello di Roma nei confronti del Comune per un importo di due milioni e 158mila euro, quasi uno in più rispetto all’intesa approvata due giorni fa, 214mila dei quali già versati nel giugno 2019. Pure per questo il sindaco Massimiliano Angori parla senza mezzi termini di «risultato fondamentale e importantissimo per la nostra amministrazione». Ma anche perché, grazie all’accordo transattivo con cui le parti rinunciano al giudizio pendente in Cassazione, le casse comunali si liberano dal vincolo di accantonamento delle risorse economiche imposto dalla sentenza del 2018. In pratica ogni anno il comune vecchianese doveva iscrivere a bilancio una somma pari all’importo dovuto ad Asbuc secondo la sentenza della Corte d’Appello, risorse che ora potranno essere spese per la comunità. Il riassunto lo fa l’assessora all’ambiente e agli usi civici Mina Canarini: «Il raggiungimento dell’accordo è un evento straordinario, perché è necessario ricordare che era ancora pendente il giudizio della Cassazione che, se avesse confermato la sentenza, avrebbe costretto il comune a pagare l’intero importo della condanna, oltre 2 milioni e 158mila euro, a fronte del milione e circa 95mila euro che esborsa con la transazione – spiega –. Abbiamo ammortizzato una spesa pubblica che ammonta alla metà circa dell’intero importo, cifra in cui è compreso anche il recupero ambientale del sito, cui comunque il Comune avrebbe dovuto provvedere a prescindere». Al riguardo lo studio di fattibilità, non solo è già pronto, ma è stato anche allegato all’atto. Da qui la soddisfazione del primo cittadino: «È un cerchio che si chiude e grazie al quale liberiamo le casse comunali dal vincolo di accantonamento e, contemporaneamente, agiamo in un’ottica di tutela ambientale, che è stata sempre a cuore al comune, il quale, a suo tempo, ha inteso chiudere l’attività estrattiva delle cave, proprio per il benessere ambientale del territorio e dei cittadini». Un risultato, però, raggiunto con il voto a maggioranza di Insieme per Vecchiano, la coalizione che sostiene il sindaco Angori, l’astensione di Un cuore per Vecchiano e l’annunciata assenza del gruppo di centro destra Vecchiano Civica che ha disertato la seduta. «La verità è che il capogruppo Roberto Sbragia non avrebbe saputo come votare visto che alcuni suoi consiglieri a gennaio 2021 avevano apertamente appoggiato i vertici del vecchio Comitato Asbuc, che spingevano per tornare a un uso massiccio della ex cava per fini di sfruttamento intensivo in una logica di profitto commerciale e, che, in tempi non sospetti, nel 2019, avevano minacciato di pignorare le casse comunali salvo poi raggiungere un primo accordo transattivo sempre con la nostra amministrazione» ha detto il primo cittadino parlando di «assenza politicamente ingiustificabile: la questione delle commissioni consiliari? Non c’entra niente, il consiglio è stato convocato nei tempi opportuni e gli atti in votazione sono stati spediti nei tempi previsti dalla normativa: era possibile chiedere gli approfondimenti che si fossero ritenuti necessari e nei giorni precedenti c’è stata anche una conferenza dei capigruppo, pure quella disertata da Vecchiano Civica» .
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