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Pisa, caffè e cornetto sul Ponte di Mezzo: «Magari fosse sempre così»

Pisa, caffè e cornetto sul Ponte di Mezzo: «Magari fosse sempre così»

Lo stop alle auto nel cuore della città piace e fa sognare residenti e turisti di passaggio: «Lungarni senza traffico ogni domenica»

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PISA. «Due cappuccini e due cornetti per favore». «Alla crema? » «Massì, è domenica. E poi guarda che bellezza». La mano indica i palazzi, l’Arno che splende sotto il sole di settembre. D’altronde è vero, non capita certo tutti i giorni di svegliarsi, uscire la domenica mattina e sedersi a un tavolino su Ponte di Mezzo per fare colazione. Una città che scende in strada, si riscopre un po’ paese. E forse lo è sempre rimasta, almeno nella voglia di vivere gli spazi che offre. Cambia il ritmo, il rumore di sottofondo. Le macchine sui lungarni per qualche ora non possono transitare. «Prima – dicono due signori mentre fanno la fila per prendersi un caffè – c’era un bellissimo silenzio». Da riempire con voci e risate invece che con clacson e rumore di tubi di scarico.

Il Ponte è transennato, i cartelli che avvertono della chiusura dei lungarni alle auto per la mattinata di ieri c’erano già da qualche giorno. È il “World Car Free Day”, una giornata che rientra nella Settimana europea della mobilità sostenibile, in città fino al prossimo giovedì, e che ha previsto la chiusura di Ponte di Mezzo e il divieto di transito alle auto sui lungarni Pacinotti, Gambacorti, Mediceo e Galilei dalle 7.30 alle 13 di ieri.

«È tutto chiuso?», chiede un signore che passa in bicicletta. «Finalmente! ». E pedala via.

Sul Ponte un tappeto verde, i tavolini e lo stand con caffè fumante, cornetti e tramezzini, allestito grazie alla collaborazione di Confcommercio Pisa. E tante persone. Ci sono spettacoli, musica, la gente chiacchiera, passeggia. Da luogo di passaggio frettoloso, spesso da “selfie e via”, a spazio in cui fermarsi. Parlano proprio di questo Valeria e Massimo, seduti a fare colazione. «Siamo entrambi residenti a Pisa e troviamo l’iniziativa assolutamente positiva. Momenti come questi mostrano cosa potrebbe essere il centro senza macchine e permettono alle persone di riscoprire il valore del silenzio, dell’andare lentamente, a passo d’uomo». «Un’alternativa – aggiunge Valeria – è davvero possibile e farebbe la differenza», sottolinea Valeria. E Massimo annuisce: «Sono favorevole a una chiusura perpetua dei lungarni e Ponte di Mezzo per renderli degli spazi dedicati al tempo libero, all’arte, alla cultura, allo sport, al commercio di qualità». E i lungarni con pochissime macchine se li ricordano bene Sandra e Paola, due signore che hanno vissuto gran parte delle trasformazioni avvenute da allora. Bisogna andare indietro a 60 anni fa. «C’era meno traffico, era tutto più vivibile. Quando ci fu l’alluvione dell’Arno fu allestito un ponte di legno dalla Chiesa della Spina a via Santa Maria e si andava all’università in macchina. Trovavi sempre parcheggio. Ora è praticamente impossibile. Ovviamente non sono situazioni nemmeno paragonabili, all’epoca circolavano molte meno auto». Da un lato «sarei per la chiusura alla macchine», aggiunge Paola con convinzione. Ma bisogna essere anche pratici. «Mi rendo conto delle difficoltà. Pisa è una città complicata dal punto di vista del traffico. Se si chiudessero i lungarni sarebbe un macello. Però sporadicamente va bene».

«Magari si può pensare di rendere la chiusura domenicale dei lungarni un’iniziativa fissa o comunque più frequente», propongono Lisa e Gabriele, che abitano a San Giuliano Terme e spesso vengono in città in bicicletta: «per chi arriva da sud, da Madonna dell’Acqua, manca una ciclabile lungo la via del cimitero di via Pietrasantina, che si potrebbe ricollegare a via Bonanno. Sarebbe un’opportunità per favorire l’accessibilità in bicicletta per chi viene dalla periferia».

Si parla di tutto tra un caffè e l’altro, mentre la mattinata scivola via.

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