Il Tirreno

Pisa

Il caso

Prete accusato di abusi sui minori: «Non lasciate la chiesa, qui non tornerà più». E spunta un terzo caso

di Libero Red Dolce
La sede dell’Arcivesco vado a Pisa
◗
La sede dell’Arcivesco vado a Pisa

Dopo la denuncia dei due fratelli ne sarebbe venuta fuori una terza. Lo riporta il sito “Retelabuso” e dalla Curia al momento non è arrivata conferma. In attesa degli approfondimenti che nelle prossime settimane farà il tribunale canonico di Pisa

3 MINUTI DI LETTURA





PISA.  Ha lasciato la parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa e di Santa Marta il parroco di 73 anni accusato di abusi sessuali da due fratelli oggi adulti, allora avevano tra i 9 e i 13 anni. È andato via contestualmente alla notizia data dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto delle sue dimissioni, subito accettate, e della sua sospensione. E qui, garantisce il nuovo parroco, non tornerà più. Anche perché la preoccupazione nel quartiere, tra le famiglie di fedeli, è tanta. “Io non ci credo”, dice un genitore. E c’è chi preferisce il silenzio. In attesa di chiarimenti.


Anche perché lo scenario sembra ancora in movimento. C’è il timore che possa esserci altro. Dopo la denuncia dei due fratelli ne sarebbe venuta fuori una terza. Lo riporta il sito “Retelabuso” e dalla Curia al momento non è arrivata conferma. In attesa degli approfondimenti che nelle prossime settimane farà il tribunale canonico di Pisa.

«Profondo dolore e vergogna per quanto è stato denunciato» e una richiesta di perdono sono arrivate dall’arcivescovo Benotto nella giornata di venerdì, annunciando le dimissioni accolte del prete. Le famiglie, comprensibilmente scosse, hanno bisogno di qualcosa in più.

E ieri c’è stato un primo incontro nei locali parrocchiali che stanno sotto l’abitazione del monsignore dimissionario. O dimissionato. L’appartamento è rimasto libero solo un giorno: da ieri è arrivato don Lukasz Kostrzewa, chiamato al difficile compito di chiarire la vicenda a una comunità spaventata e di traghettarla in un momento complicatissimo.

Incontro a porte chiuse solo con le famiglie. Sono i genitori dei bambini che sono stati accompagnati dal prete, ora allontanato, al percorso della comunione, che proprio oggi si sarebbe aperto con la presentazione dei piccoli alla comunità parrocchiale. Il loro parroco, fino a venerdì, è stato il monsignore ultrasettantenne e lo smarrimento sui volti dice più di tante parole.

Uno di loro spiega: «Non ci sono stati segnali preoccupanti da parte dei bambini. E nessuna denuncia». È chiaro che per reati così dolorosi, spesso difficilissimi da comunicare per le vittime, specie se bambini, c’è bisogno di rassicurazioni che diano respiro a queste famiglie in apnea. Incredule.

Don Lukasz ha spiegato loro di non sapere più di quanto finora è apparso sui giornali. Ieri la prima messa e oggi se ne svolgerà un’altra. Inizialmente annunciato, non ci sarà il vescovo Benotto che ha degli impegni legati a delle cresime in programma in un’altra parrocchia del territorio. Ma tramite il nuovo parroco ha fatto sapere che quanto prima verrà per incontrare i fedeli.

Le denunce degli abusi dei due fratelli risalgono a oltre 20 anni fa. Oltre agli imprescindibili approfondimenti sul caso, c’è da dare spiegazioni alle tante famiglia che in questo lasso di tempo hanno affidato i loro bambini alla parrocchia. In tranquillità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web