Il Tirreno

Pisa

La scoperta

Pisa, la città romana e altomedievale svelata dagli scavi in San Sisto

Un’immagine delle attività nello scavo di San Sisto
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Un’immagine delle attività nello scavo di San Sisto

Oltre 500 casse di reperti raccontano un pezzo di storia poco conosciuto

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PISA.  Con un po’ di immaginazione si potrebbe anche riuscire a prefigurasi la scena. Uomini che conversano sotto il portico godendosi il fresco che arriva dall’Arno, nobildonne a passeggio che si soffermano ad ammirare i colori delle delicate decorazioni dell’edificio. Forse un palazzo pubblico o una domus. Di sicuro un luogo importante per la città la cui geografia, proprio grazie all’edificio in questione, deve in qualche misura essere riscritta.

Il luogo in questione è il sito archeologico, oggetto di una importante campagna di scavo, all’interno del giardino della chiesa di San Sisto, nel centro di Pisa. Uno scavo che ha riservato ai ricercatori sorprese inattese e ritrovamenti che contribuiscono a ricostruire la topografia della città in epoca romana e altomedievale, fino ad oggi poco conosciuta soprattutto nel centro urbano.

In particolare, gli scavi hanno consentito di riportare alla luce alcuni tratti di un portico databile tra la metà del I e l’inizio del II secolo d.C., che, nella parte scoperta, si affacciava verso l’Arno. La struttura, arricchita da affreschi, mosaici ed elementi di rivestimento in marmo di importazione mediterranea, potrebbe essere appartenuta a un edificio pubblico o a una grande domus, confermando comunque che proprio in quell’area era situato un settore importante della città.

I risultati degli scavi sono stati presentati ieri da Federico Cantini, ordinario di Archeologia cristiana e medievale e responsabile scientifico degli scavi, dal direttore del dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Simone Collavini e dall’arcivescovo dell’Arcidiocesi di Pisa, Monsignor Giovanni Paolo Benotto.

Iniziato nel 2020 e finanziato dal Progetto di Eccellenza del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa – grazie al permesso concesso dalla Curia di Pisa, proprietaria dell’area, e al supporto del Comune di Pisa – lo scavo coinvolge ogni anno decine fra archeologi e studenti del dipartimento. L’obiettivo è quello di individuare i resti della corte regia urbana altomedievale (VII-X secolo) e delle eventuali strutture di età romana preesistenti. Finora ha consentito di riportare alla luce oltre 500 casse di reperti, databili tra il VII secolo a.C. e l’Età moderna, che raccontano la storia di questa parte della città di Pisa dall’Età etrusca fino ad oggi. Nel lavoro gli archeologi sono affiancati dagli antropologi, che stanno scavando e studiando le sepolture rinvenute nell’area in modo da ricostruire anche la vita delle donne e degli uomini che hanno vissuto in città tra il VII e il XV secolo.

«Di grande rilievo scientifico per la ricostruzione della città antica e altomedievale – spiega il professor Cantini – è l’edificio di epoca romana, che venne abbandonato nel corso del pieno VI secolo per poi essere occupato da tombe in età longobarda: in particolare, sono emerse sepolture di bambini, con collane realizzate con pasta vitrea, e un frammento di una crocetta aurea, del tipo che veniva cucito sul sudario del defunto». Con il pieno VII secolo il portico e la struttura a cui doveva essere collegato, posta sotto la chiesa di San Sisto, furono rioccupati per farvi il centro del potere pubblico di Età longobarda e carolingia. Si tratta della corte regia altomedievale. Alla fine del XI secolo fu costruita l’attuale chiesa di San Sisto (1087), che diventerà la “chiesa pubblica” del Comune di Pisa, che ne avrà il patronato.

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di Redazione web