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La sentenza

Pisa, assolto per vizio totale di mente l’uomo che in strada tentò di portare via un bimbo di 9 anni

Pietro Barghigiani
Pisa, assolto per vizio totale di mente l’uomo che in strada tentò di portare via un bimbo di 9 anni

Il Tribunale ha disposto un anno di libertà vigilata e obbligo di cure al centro di salute mentale

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Pisa  Assolto per vizio totale di mente come causa di non punibilità, il filippino arrestato dalla polizia dopo aver tentato di portare via un bimbo incrociato in strada all’altezza della Sesta Porta. A far decidere per l’assoluzione pronunciata dal terzo collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Zucconi e Dini) è stata consulenza del professor Mauro Mauri che ha descritto l’imputato (omettiamo le generalità per le sue condizioni di salute, ndr) come distaccato dalla realtà. Uno che vive in un suo mondo e che, tra l’altro, si è anche autoconvinto di avere un lavoro, quando il fatto di tenere pulita un’area intorno a un supermercato è una sua scelta. «In carcere parla in inglese al presidente degli Usa Joe Biden quando lo vede in tv - ha riferito il consulente - . Sostiene che gli dice quello che deve fare».Sul gesto di prendere per mano il bimbo, il racconto del filippino alla psichiatra del carcere di Prato dove si trova è stato confuso: «Dice che voleva proteggerlo da un uomo nero e che lui vuole bene ai bambini».Il collegio ha disposto anche la libertà vigilata per un anno e l’obbligo di seguire una terapia attraverso il centro di salute mentale rimanendo a casa di una zia che si è detta disponibile ad accoglierlo.Il 52enne, difeso dall’avvocato Antonio Urbani, pm Aldo Mantovani, sarà scarcerato per ottemperare alle prescrizioni imposte dal Tribunale.Ad arrestarlo nel febbraio scorso erano stati i poliziotti delle volanti dopo la segnalazione di una giovane che sosteneva di aver visto il fratellino di 9 anni essere stato preso per un braccio e trascinato per alcuni metri dal filippino. L’uomo, senza un occupazione stabile, conosciuto nella comunità di connazionali per la sua marginalità, non ha mai spiegato cosa lo aveva spinto a strappare dalle mani di una ragazza il piccolo che stava passeggiando con la sorella nella zona della Sesta Porta in via Battisti. Dai primi accertamenti degli inquirenti l’uomo era risultato coinvolto anche in una vicenda dai contorni opachi: dagli archivi di polizia era, infatti, emerso che il filippino aveva pedinato - alcuni giorni prima dell’arresto - una ragazzina di 11 anni mentre stava andando a lezione in una palestra del centro cittadino. Una volta entrata all’interno, l’uomo era stato fuori dalla struttura fino a quando non era uscita.È a quel punto la ragazzina aveva allertato le forze dell’ordine che, una volta arrivate sul posto, lo avevano identificato e poi denunciato per il reato di molestie. Una persona descritta come non socialmente pericolosa, ma bisognosa di cure. Nessuno si era mai occupato della sua salute mentale. L’arresto alla fine è servito anche a questo.

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di Redazione web