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Pisa, salta la consegna degli alimenti in carcere: devastata una sezione
I sindacati: “Problema legato nuova ditta anche in altre carceri toscane”
Pisa "Ieri sera si sono vissuti momenti di grande tensione nel carcere di Pisa. I detenuti del primo piano reparto giudiziario hanno dato luogo a una veemente rivolta, distruggendo l'intera sezione. Le motivazioni sono la mancata consegna dei generi alimentari acquistati alla locale impresa perché, da quando è subentrata la nuova ditta, i generi alimentari non vengono consegnati con regolarità".
Lo rende noto il sindacato Sappe spiegando che "solo grazie alla professionalità dei poliziotti penitenziari in servizio e del tempestivo intervento del direttore dell'istituto, non c'è stato bisogno di utilizzare la forza per ripristinare l'ordine e la sicurezza". Per Francesco Oliviero, segretario regionale per la Toscana del Sappe "l'Amministrazione penitenziaria regionale deve affrontare e risolvere le attività della nuova ditta vincitrice dell'appalto. Difatti analoghe problematiche sulla consegna dei prodotti si registrano anche in altri Istituti della Regione. Gli agenti della polizia penitenziaria in servizio nella regione Toscana non possono sempre trovarsi in situazioni di rischio per disfunzioni organizzative".
Anche il sindacato Osapp interviene sull'appalto del servizio di sopravvitto: "Negli ultimi giorni - si spiega -, in particolare negli Istituti di Lucca, Massa, Porto Azzurro, Pisa e Livorno, la ditta non riesce a soddisfare le richieste avanzate dai detenuti che, a loro volta, protestano affinché questa situazione venga risolta. E' notizia di ieri la protesta" a Pisa mentre a Porto Azzurro è stata consegnata carne scaduta: arrivata ieri "doveva essere consumata entro il precedente 5 settembre". "La ditta che si è aggiudicata la procedura negoziata indetta dal Provveditorato di Firenze, con sede a Bari - afferma in una nota il vice segretario generale Osapp Giuseppe Proietti Consalvi - sembrerebbe che, addirittura, non abbia un locale di stoccaggio e sembrerebbe che i prodotti consegnati ai detenuti siano diversi da quelli ordinati perché con un prezzo inferiore di quelli ordinati".
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