Italia
La denuncia, una cremazione senza decoro: «La cassa di mio padre trattata come un pacco»
Il figlio denuncia spazi sporchi e in disordine al cimitero di via Pietrasantina: «Mancanza di professionalità»
PISA. Il dolore per l’addio a un familiare diventa ancora più amaro se il contesto dell’ultimo saluto è, stando bassi, sciatto e trascurato. È la denuncia di un cittadino, Fabio Stefani che giovedì mattina al cimitero di via Pietrasantina ha seguito le procedure per la cremazione del padre.
«L’attesa (circa mezz’ora) si è svolta in una stanza senza sedie, con otto stalli di marmo con tre o quattro casse, con un carrello delle pulizie e vari strumenti di pulizia sparsi per la stanza – esordisce Stefani – . È arrivato un addetto con un mezzo elettrico che, assieme alla addetta alle pulizie, ha spinto la cassa mio padre senza particolari riguardi (più o meno come un pacco di Amazon) su un carrello adibito al trasporto».
Il figlio racconta che «il carrello è stato agganciato al mezzo elettrico e condotto nel locale delle cremazioni, al quale non abbiamo potuto avere accesso per “lavori in corso”; ci è stato proposto di assistere alla cerimonia da un ufficio con monitor».
E anche in questo locale l’accoglienza lasciava a desiderare.
«Tale stanza si trova in uno stato deplorevole a vedersi – prosegue Stefani – . Scatole di cartone vuote per terra, scopa con pattumiera (piena) in vista, sedie ancora avvolte nel cellophane nonostante il cartellino indicasse che sono state inventariate nel 2020, scaffali con prodotti per le pulizie, scrivania in disordine con un cartone aperto, un computer, e un monitor da ufficio con quattro riquadri per webcam (uno non funzionante) per assistere alla cremazione, pavimento lurido e vistosamente macchiato nonostante la stanza sia sostanzialmente un deposito di prodotti per la pulizia. In risposta alla mie proteste in merito allo stato della stanza mi è stato risposto che la cosa è stata segnalata al Comune un mese fa ma niente è stato fatto. In ogni caso almeno togliere i cartoni vuoti per terra, svuotare la pattumiera e togliere la macchia dal pavimento poteva essere fatto anche senza l’intervento del Comune».
Lo sconforto del cittadino aumenta per il luogo e il momento privato di dolore.
«È veramente inaccettabile che l’esperienza di un momento così difficile e solenne debba essere guastata in modo irrimediabile da una tale mancanza di professionalità e, in modo ancora più basico e perciò più grave, di umanità – conclude – . Vorrei quindi segnalare la cosa sperando che altri dopo di me e mia madre non si ritrovino nella medesima situazione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
