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Pisa, filma i preparativi del suicidio e invia il video alla moglie: la donna è sotto inchiesta
Indagato per omissione di soccorso anche un conoscente della coppia
PISA. «Mi ammazzo» le ha urlato al telefono inviandole anche un video. Chi ha pronunciato quelle parole ha messo in pratica il suo proposito: si è ucciso. Chi le ha ricevute, invece, le avrebbe ignorate. Il sospetto. Per ora c’è solo quello. Basta, però, per aprire un’inchiesta e iscrivere sul registro degli indagati i primi nomi in un’indagine che nasce dal suicidio di un uomo trovato impiccato nella sede della ditta in cui lavorava. Per questa morte, la Procura di Pisa ha indagato la moglie della vittima e un conoscente della coppia, contestando a entrambi il reato di omissione di soccorso, ma non in concorso. Il sostituto procuratore Flavia Alemi ieri ha affidato a un perito informatico l’incarico di estrarre dati, chat e video dai telefonini di tutti i protagonisti di questa vicenda. Convocati sabato pomeriggio in Procura i due indagati, accompagnati dai legali, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’appello inascoltato È un’inchiesta con sfumature giuridiche delicate quella che vede la moglie e un amico sospettati di aver trascurato le parole di un uomo che annunciava, anche con un video, di volersi uccidere. La scoperta di un’eventuale relazione extraconiugale potrebbe essere la causa che ha spinto il quarantenne del Lungomonte pisano a togliersi la vita: anche questo sarebbe elemento di indagine. La Procura vuole chiarire se la donna abbia volutamente sottovalutato l’ultimo appello del marito. Una superficialità che potrebbe sconfinare nella volontarietà. Anche l’amico, per l’ipotesi dell’accusa, sarebbe stato a conoscenza delle determinazione imminente dell’uomo di farla finita e non avrebbe fatto niente per dissuaderlo. La perizia I contenuti dei cellulari sono fondamentali per misurare la portata dei filmati che la moglie avrebbe ricevuto prima del suicidio del marito. Quella del compagno era una minaccia ricorrente a cui non dare peso? Poteva sembrare una messa in scena per spaventare la donna? O gli ultimi messaggi davano il senso di una volontà di uccidersi? Temi che saranno valorizzati una volta che il consulente della Procura avrà documentato in perizia il materiale messo in fila con frasi e orari delle comunicazioni con gli annunci di morte. Moglie e amico, come consentito dalla legge nella loro condizione di indagati, non hanno risposto alle domande del magistrato sul perché non siano intervenuti o non abbiano chiesto aiuto una volta venuti a conoscenza delle intenzioni del quarantenne. Le reazioni Quando la moglie è stata informata del suicidio è scoppiata in lacrime. «È sconvolta» dice chi l’ha incontrata. In questa vicenda pesano anche i rapporti poco sereni con la suocera che si è affidata a un legale come parte offesa e vuole essere dentro il procedimento penale affidato per le indagini ancora in corso alla squadra mobile. «Bravissima persona» È stato il datore di lavoro a trovare di mattina il corpo del dipendente nella ditta che si trova in una zona industriale. L’uomo era andato di sera nell’azienda sicuro che nessuno lo avrebbe fermato. E da qui avrebbe lanciato gli ultimi appelli alla moglie. «Era con me da 17 anni, gli volevo un bene dell’anima, era una bravissima persona – ricorda l’imprenditore al Tirreno – . Purtroppo il corpo l’ho trovato io. Una storia che mi addolora profondamente. C’è un’inchiesta? La magistratura farà quello che deve fare». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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