Il Tirreno

Pisa

«Un’offerta commerciale migliore per rilanciare la zona Stazione»

Francesco Loi
«Un’offerta commerciale migliore per rilanciare la zona Stazione»

Appello del sindaco ai proprietari dei fondi: fate scelte anche per la città. Nel quartiere resta fermo il cantiere all’ex Provincia: «Un dispetto a Pisa»

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PISA. Il restyling di piazza della Stazione e di viale Gramsci muove i primissimi passi. L’obiettivo è spalancare sotto gli occhi dei milioni di utenti annui della zona (lavoratori, pendolari, studenti, turisti) un’immagine più accogliente della città, fermo restando le esigenze di ordine pubblico e di controlli puntuali da parte delle forze dell’ordine. Non solo alla luce dei recenti fatti di cronaca, ma di una situazione che si trascina negli anni.

Ma l’opera di rigenerazione urbana a cosa si accompagna realmente? Se nella zona un altro cantiere di restyling è quello del parco di via Bixio (l’area ex Cpt era diventata un centro di spaccio di stupefacenti), la stessa zona di viale Gramsci necessita di essere ripensata proprio di fronte al nuovo assetto che prenderà dopo i lavori.

«Servirebbe una maggiore qualità nell’offerta commerciale delle gallerie di viale Gramsci. Per questo rivolgo un appello ai proprietari dei fondi perché facciano scelte in questo senso, a vantaggio della città», è il messaggio che lancia il sindaco Michele Conti durante la conferenza stampa di presentazione dei lavori in zona Stazione.

Un appello che, nelle parole del sindaco, diventa anche una critica. Se alcuni fondi sono di proprietà delle Ferrovie (con le quali il Comune aveva avviato un confronto), altri sono di pisani. «Sono persone che conosco – dice il sindaco –, che vedo sedute ai bar del quartiere e che potrebbero rinunciare a qualche centinaio di euro, magari per facilitare l’affitto a giovani pisani volenterosi, rendendo un servizio alla città».

Questo della realtà e dell’offerta commerciale in zona Stazione è uno degli aspetti emersi e che si ripropongono nel tempo. Ma non è l’unico. Perché il nuovo assetto di viale Gramsci punta a un asse pedonale che conduca di fatto fino in piazza Vittorio Emanuele II. Laddove si trova l’ex sede della Provincia di Pisa, un palazzone “ingabbiato” da mesi e che potrebbe restare così ancora a lungo.

L’edificio ormai è inutilizzato. La transennatura si era resa necessario dopo che distacchi dalle coperture erano piombati a terra mettendo a rischio l’incolumità dei passanti. Il palazzo, sempre di proprietà della Provincia necessita, di importanti e costosi interventi di manutenzione e di consolidamento.

I fondi commerciali sotto i loggiati sono vuoti da tempo. Là sotto era diventato un ricettacolo di rifiuti e un rifugio per sbandati e attività legate alla microcriminalità. Tanto che, da non molte settimane, i loggiati sono stati chiusi. Resta un’immagine di degrado. Un cantiere senza movimenti.

Passando ieri mattina, oltre allo scenario ormai diventato consueto, spiccava una valigia lasciata nell’erba alta, forse rubata a qualche turista, proprio di fronte al portone del palazzo.

Teloni e impalcature sono strumenti utili per la messa in sicurezza dell’area, ma resta il problema di dare una prospettiva a un edificio che è stato per decenni un pilastro dell’azione politica e amministrativa locale, in una zona centrale frequentata ogni giorni da migliaia di persone.

Nel corso degli anni vi erano state ipotizzate la cessione a una grande catena di magazzini, un hotel e infine il trasferimento degli uffici della questure. Tutte ipotesi che, per un motivo o per un altro, non hanno trovato concretizzazione.

Nelle riqualificazioni in corso nella zona uno stonatura più che evidente. Anche in questo caso Conti lancia un messaggio, destinatario il presidente della Provincia, Massimiliano Angori. «Si può notare la differenza – dice il sindaco – tra quello che stiamo facendo nella zona della Stazione e al parco di via Bixio e la situazione del palazzo dell’ex Provincia. Non voglio pensare a un dispetto fatto a qualcuno, perché questo è semmai un dispetto che viene fatto alla città».


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