Italia
Scontro sui permessi della ztl, al ristorante sì, al B&B no
Il Comune ritiene che le strutture extra alberghiere siano troppe e nega l’accesso alle auto dei turisti. Confesercenti: «Senza parole»
PISA. All’inizio c’è stata un po’ di, comprensibile, sorpresa e il dubbio di aver capito male. Poi il contenuto dell’ordinanza firmata dal comandante dei vigili urbani di Pisa nella settimana di Ferragosto, a prenotazioni fatte e concluse – da settimane – per centinaia di turisti da qui ai prossimi mesi s’è fatto più chiaro. E allo stupore si è sostituita la rabbia. Quella provocata dal sentirsi “di serie B”: il turista che prenota in strutture extra alberghiere che si trovano all’interno della zona a traffico limitato del centro, non potranno usufruire del permesso di accedere con l’auto (permesso comunque pagato dalle attività al Comune) a differenza dei turisti di hotel e pensioni o di clienti di ristoranti “tipici e tradizionali”. Il motivo? Le strutture extra alberghiere, cioè i B&B e gli affittacamere in centro, sono troppi. E troppi, evidentemente, i turisti che prenotano lì con conseguenti difficoltà, per i residenti, di trovare posti auto.
La rabbia
«Siamo senza parole nel commentare l’ordinanza firmata dal comandante della polizia municipale che, senza alcun preavviso e senza alcuna concertazione, con effetto immediato ed in piena stagione turistica impedisce anche ad attività professionali di b&b e affittacamere (quindi con regolare partita iva), ma non ad alberghi e pensioni, di rilasciare permessi di accesso e sosta in ztl per i propri clienti muniti di regolare autorizzazione con pagamento di apposito tagliando di parcheggio. Ci chiediamo se il sindaco Conti e l’assessore al turismo Paolo Pesciatini ritengano questo provvedimento in linea con l’idea di rilancio turistico della città» tuona per Confesercenti Toscana Nord il suo responsabile area pisana Simone Romoli. «Stiamo parlando in tantissimi casi di attività con regolare partita Iva – insiste Romoli – che in questi anni hanno investito per proporre un'offerta turistica innovativa di qualità nel centro storico e che, va ricordato, versano tanto quanto alberghi e pensioni l'imposta di soggiorno. Si tratta di strutture che hanno poche camere e dunque impegnano altrettanti pochi parcheggi cadauna. Attività che in questi anni al Comune hanno pagato ingenti somme anche per acquistare pacchetti di permessi per la ztl offrendo un servizio ai clienti soprattutto in mancanza di posti auto e parcheggi adeguati ad accogliere tutta la massa di turisti che visitano Pisa in auto e soggiornano, contribuendo all'indotto di molte attività commerciali e culturali della città. Curioso che nell’ordinanza si usi il termine proliferare, quasi che queste attività aprissero dal niente e non attraverso regolare Scia presentata al Comune. Adesso improvvisamente si taglia fuori tutta una rete di attività imprenditoriali professionali accomunando i b&b e gli affittacamere imprenditoriali a quelli senza partita Iva». Si tratta, oltretutto, di attività dalle quali il Comune riscuote la tassa di soggiorno «e con adempimenti che i titolari svolgono alla pari di un albergo senza però adesso avere diritto a far parcheggiare o scaricare i bagagli ad un turista».
La tempistica sbagliata
Confesercenti contesta poi la tempista del provvedimento che penalizza tanti e senza preavviso: «Come potranno fare le imprese con quei clienti che hanno già prenotato per i prossimi mesi anche in virtù di poter usufruire di questo servizio. E se questi turisti disdicono? I danni chi li pagherà?».
L’alternativa possibile
Di alternative, se le associazioni fossero state coinvolte, sostiene Romoli, se ne sarebbero potute trovare: «Si poteva pensare di aumentare i costi dei permessi che sinceramente sono troppo bassi: 6.50 euro al giorno per parcheggiare in centro storico è indubbiamente una tariffa da rivedere. Ma non certo tagliare fuori decine di operatori». Facendo, poi, figli e figliastri: in centro possono parcheggiare ad esempio i clienti di un ristorante che rientra nella categoria dei locali “tipici” ma non il turista che ha prenotato in una delle strutture extra alberghiere.
La richiesta
La conclusione del responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord: «Chiediamo un incontro urgente al sindaco Conti e all'assessore Pesciatini per correggere questa ordinanza che crea un'evidente distorsione tra imprese e danneggia l’immagine turistica della città».
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