Sicurezza
Sangue in piazza dei Cavalieri Amici aggrediti a colpi di bottiglia
Uno è stato ferito alla testa, coppia denunciata per lesioni dalla Municipale
PISA. Li hanno aggrediti senza motivo in piazza dei Cavalieri. Loro, una coppia di tunisini, sono stati identificati nel giro di poche ore dagli agenti del Nosu. Le vittime dell’assalto con rapina, due amici del Burkina Faso e della Costa d’Avorio, sono stati soccorsi da un’ambulanza del 118.
L’episodio risale alle 2 di domenica mattina. L’indagine è iniziata da un giubbotto femminile, macchiato di sangue, rinvenuto da una agente del Nosu fuori servizio nella fontanella di piazzetta Tongiorgi. I colleghi, coordinati dal commissario Paolo Migliorini, scoprivano il resto. I due tunisini, lui e lei, approcciate le vittime con una scusa sotto l’arco dei Gualandi, si sono divisi i compiti. Mentre l’uomo ha neutralizzato uno dei due giovani colpendolo con una bottiglia di vetro alla testa più volte, procurandogli una ferita alla fronte, la donna ha strattonato l’altro amico per la maglia per poi sottrargli lo zaino che portava a tracolla. Nel frattempo anche altri maghrebini si sono avvicinati colpendo con una bottiglia il giovane del Burkina Faso. Per lui una prognosi di 10 giorni. Il tunisino è stato riconosciuto dagli uomini della Municipale per i vari arresti collezionati anche dopo essere stato sorpreso con coltelli.
La donna sarebbe la sua compagna, una vecchia conoscenza degli agenti. Entrambi, riconosciuti dalle loro vittime, sono stati denunciati per rapina in concorso e lesioni aggravate. Ora sono ricercati. Risolto anche il mistero del giubbotto insanguinato. È della tunisina e sarebbe stato utilizzato dal compagno per tamponare le ferite alla mano che si è procurato nel colpire con la bottiglia il giovane di colore. Dal comando di via Battisti sottolineano che «con questa sono cinque le aggressioni violente avvenute in meno di un mese in centro. E i motivi rimangono per lo più futili, rendendo oltremodo difficile prevedere e prevenire un fenomeno che desta preoccupazione».
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