Il Tirreno

Pisa

San Giuliano

Acquedotto mediceo, un altro camion rischia di rimanere incastrato

Francesco Paletti
Nella foto il camion di un’azienda brianzola che ieri mattina, martedì, poco dopo le undici ha rischiato nuovamente di rimanere incastrato sotto gli archi dell’acquedotto mediceo
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Nella foto il camion di un’azienda brianzola che ieri mattina, martedì, poco dopo le undici ha rischiato nuovamente di rimanere incastrato sotto gli archi dell’acquedotto mediceo

Ha sfiorato gli archi senza danneggiarli

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SAN GIULIANO. Stavolta è andata bene. Andava piano e ha frenato giusto in tempo l’autista del camion di un’azienda brianzola che ieri mattina poco dopo le undici ha rischiato nuovamente di rimanere incastrato sotto gli archi dell’acquedotto mediceo, all’incrocio di Ghezzano tra le vie dei Condotti e Puccini. Quel tanto che basta per evitare altri danni alla storica infrastruttura e anche per evitare ulteriori chiusure di una delle principali vie d’ingresso alla città per chi arriva dal Lungomonte.

Invero l’urto c’è stato benché di lievissima entità, tanto che i sopralluoghi fatti immediatamente sul posto non hanno riscontrato alcun danno, eccezion fatta per qualche graffio. Subito dopo è scattata la sanzione nei confronti del conducente da parte della polizia municipale di San Giuliano Terme. Una multa che, complice l’imperizia e la distrazione di qualche conducente di mezzi di notevoli dimensioni, però, ripropone gli interrogativi e riaccende il dibattito sulla sicurezza di un incrocio riaperto da appena undici giorni e rimasto chiuso dal 30 maggio al 12 agosto dopo che un altro camion vi era rimasto incastrato, in quel caso danneggiando in modo significativo le struttura di sostegno, allora avvolta dai tubi innocenti, delle tre arcate che attraversano l’incrocio.

Per riparare il danno e mettere in sicurezza la struttura è stato necessario un investimento di 193mila euro da parte del Comune di Pisa, proprietario dell’acquedotto, e due mesi di lavori, nonostante l’intervento sia stato affidato in somma urgenza, con conseguenti problemi di viabilità e lunghe code nelle ore di punta dato che tutto il traffico in arrivo dal Lungomonte e diretto verso la città è stato necessariamente dirottato sulle vie Vicarese e di Cisanello. Le tre arcate danneggiate, ora, sono sostenute con una sorta di armatura d’acciaio che segue il profilo della struttura, una soluzione che ha aumentato anche la luce di passaggio rispetto a prima, quando la struttura era semplicemente puntellata con tubi innocenti.

Per evitare il ripetersi di altri episodi simili, è intervenuto anche il Comune di San Giuliano che investito oltre 15mila euro per l’acquisto e l’installazione su tutti e quattro i rami dell’incrocio di una segnaletica stradale teoricamente idonea a indicare le dimensioni dei mezzi che possono passare al di sotto degli archi e quelli, invece, a cui il passaggio è vietato. Interventi che almeno nelle intenzioni dovrebbero scongiurare il ripetersi di episodi a simili a quello di fine maggio, ma che evidentemente poco possono rispetto alla disattenzione e distrazione di chi è al volante. Ieri il rischio è stato reale e concreto.

Sull’argomento un mese fa in commissione consiliare era intervenuto anche l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Pisa, Raffaele Latrofa, che aveva proposto «di mettere nei pressi portali con sagome in gomma con l’obiettivo di “avvertire” i camion della presenza delle arcate per evitare questo tipo di incidente».


 

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