La protesta
Teatro Rossi, ecco il bando per gestirlo, vincerà offerta economica più vantaggiosa
È previsto un impegno minimo di sei mesi, la durata massima della concessione è di 50 anni. Ammessi diversi soggetti privati, singoli e imprese. La scadenza per le domane fissata per il 16 settembre
PISA. Un impegno minimo di sei mesi e uno massimo di 50 anni: ecco per quanto tempo il teatro Rossi in via Collegio Ricci sarà dato in concessione al privato che si aggiudicherà il diritto di gestirlo vincendo il bando pubblicato dall’Agenzia del Demanio. Il criterio definito per l’aggiudicazione del bene è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa e ci sarà tempo per presentare le domande fino al 16 settembre prossimo. Meno di un mese.
Non ci sarà un canone, non essendoci base d’asta: il minimo previsto dalla legge per la concessione è di 216 euro.
Nel disinteresse per un recupero dell’immobile dimostrato dalle istituzioni pubbliche in questi anni, prima e dopo le occupazioni che portarono all’animata stagione del “Teatro Rossi Aperto”, il teatro si avvia a grandi falcate verso una gestione privata. Che tipo di gestione sarà lo si può dedurre dal bando e dai requisiti di partecipazione.
Nel bando dell’Agenzia del Demanio si elencano come possibili partecipanti , in modo non esaustivo, “persone fisiche, imprese individuali, società commerciali, società cooperative, associazioni, fondazioni, consorzi ordinari, consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro e consorzi tra imprese artigiane”.
La gara si fonda sullo strumento della concessione in locazione ai fini della valorizzazione, secondo il quale i beni di proprietà statale possono essere destinati a titolo oneroso a privati per essere recuperati e riqualificati per essere adibiti allo svolgimento di attività economiche o di servizio per i cittadini anche con l’introduzione di nuove destinazioni d’uso.
Valorizzazione che può passare anche da una nuova destinazione d'uso, come si spiegava nel bando dell’Agenzia pubblicato qualche mese fa, connessa al concetto di turismo sostenibile. Tra que ste ospitalità, eventi, attività sociali.
Nella sua struttura attuale il teatro, tra platea, palchi e galleria, offre complessivamente circa 580 posti a sedere e” rappresenta senza dubbio un esempio di luogo di spettacolo storicizzato difficilmente ritrovabile nel panorama nazionale”, come scrivono nel documento al Demanio. Facendo aumentare il rimpianto per la mancata volontà di gestirlo e riqualificarlo a guida pubblica.
Qualche mese fa Una Città in Comune aveva segnalato come il Demanio avesse provato a sondare le istituzioni per un eventuale interesse. «La risposta di Conti è stata no, così come la Provincia e da qui la decisione di procedere alla gara. L’ennesima grande occasione persa», denunciò il gruppo di opposizione in consiglio.
Dopo l’esperienza dell’occupazione il teatro Rossi fu chiuso con i catenacci più di un anno e mezzo fa.
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