Il dolore
Fratoianni e il fuoco amico Pd: si prova a recuperare Ceccanti
La candidatura dell’alleato e la rabbia di chi resterebbe fuori
PISA. Se non si facessero incazzare con una mossa sola ambientalisti e animalisti – due sensibilità a cui il Pd in qualche modo prova a guardare – c’è da credere che i vertici i Dem, in cerca di prodigi per le prossimi elezioni, proverebbero a fare come gli aruspici romani: esaminare le viscere degli animali in cerca di segni. Nel collegio pisano, dove l’uninominale alla Camera sembrava (e sembra) destinato all’alleato Nicola Fratoianni, la temperatura sale altissima appena poche ore dopo la presentazione dei listini.
Tre le questioni. La prima: Fratoianni per una parte del partito non sarebbe l’uomo giusto per sfidare (probabilmente) il leghista Edoardo Ziello nel collegio. Due: lo stimato costituzionalista pisano Stefano Ceccanti è rimasto fuori dalla possibilità di essere eletto, creando molti scontenti. E infine, più trivialmente, l’esigua pattuglia di “pisani” tra i papabili onorevoli. Solo una: Ylenia Zambito nel plurinominale al Senato. E il termometro sale. Tanto che il listino presentato dal segretario nazionale Enrico Letta non è ancora chiuso.
Una parte del Pd trova Fratoianni «divisivo» (citazione della segretaria di circolo San Marco – San Giusto, Selene Montanaro). E annuncia che la “base”, noto e al contempo misterioso oggetto mitologico della politica, «non lo voterà». Brutta bega per il segretario nazionale di Sinistra Italiana, che aveva ottenuto un posto nell’uninominale nella sua città natale, pur vivendo da tantissimi anni a Foligno, in Umbria. “Paracadutato”, malignano in diversi. E i parà, si sa, sono un corpo dove la bandiera rossa non è proprio di casa. Mentre Pisa - può rivendicare Fratoianni - per lui lo è: ci è nato (49 anni fa), ci ha studiato, si è laureato in Filosofia. Dopo il voltafaccia di Calenda, il parlamentare uscente e tra i leader di Alleanza Verdi e Sinistra è il principale alleato del Pd contro la corazzata delle destre. Eppure in meno di 24 ore da quella casella all’uninominale lasciate libera a posta per lui da Letta, anche lui pisano, qualcosa fa tentennare il partito.
Si è messa di traverso la“ base riformista”, vicina al presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, una delle anime del Pd più lontana dalle posizioni di Fratoianni: «La nostra posizione è di forte amarezza per una candidatura divisiva (Fratoianni) che tra l'altro mette in difficoltà il percorso unitario avviato in vista delle amministrative. Dal pisano Letta non ce lo aspettavamo». Toni non proprio concilianti.
Le parole più dure contro quello che a tutti gli effetti è un partner le ha trovate su Radio Popolare Selene Montanaro: «Siamo molto arrabbiati. Speravamo di trovare una candidatura che unisse e che possibilmente allargasse il bacino di voti. Quella di Fratoianni eviterebbe entrambe le cose». E come se non bastasse la portata principale, aggiunge un contorno carico di spezie: «Una candidatura che inficia anche le future amministrative di Pisa. Molti dei nostri militanti non andranno a votare in caso di candidatura di Fratoianni».
Molto più attento alla diplomazia è invece il segretario cittadino del Pd, Andrea Ferrante. Con le elezioni a tiro l’idea di attaccare un alleato frontalmente gli sarà sembrata non brillante, pur non nascondendo una qualche delusione nella composizione delle liste.
«Come gruppo dirigente ci siamo espressi con chiarezza indicando come candidature Zambito e Ceccanti. Andrà valutato cosa si deciderà per il secondo, che fin qui ha rifiutato non ritenendo idonea la collocazione ricevuta. E questo è un elemento di rammarico. Per quanto riguarda il collegio noi auspicavamo una candidatura competitiva e del territorio. Fratoianni non è estraneo a Pisa ma forse ha un radicamento minore. Detto questo siamo consapevoli dell’equilibrio politico complessivo non facile e non esiste nessun dubbio che appoggeremo l’alleato se fosse candidato qui. Non esiste nessuno che può parlare a nome della base d’altronde». Ceccanti, come Fratoianni, ieri ha scelto il silenzio. Pare che il partito sia alla ricerca di un modo per recuperarlo dopo un piazzamento al sapore di esclusione. Prodigi? Più che alle viscere degli animali si deve guardare alle chat Whatsapp di partito. Lì di segni ce ne sono diversi. Non sempre fausti.
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