Gioco
Titoli di coda sulla Palp di Marina. Se ne vanno gli ultimi dipendenti
Tredici persone lasceranno il posto tra dimissioni e licenziamenti
PISA. Il dolore per la fine di un’avventura. Che non era solo una missione per soccorrere il prossimo. Era uno stipendio con cui pagare affitti, mutui, bollette. Era la dignità di un posto di lavoro.
Alla Palp di Marina tra oggi e domani lasceranno anche gli ultimi dipendenti rimasti.
Dieci rassegneranno le dimissioni ottenendo così l’accesso alla Naspi e il pagamento del Tfr da parte dell’Inps. Tre aspetteranno di essere licenziati ventilando un possibile contenzioso.
Qualunque sia l’approccio sulle uscite, per la Pubblica Assistenza di Marina si chiude una stagione che fu per anni gloriosa e che ora naufraga tra debiti e decisioni imminenti del Tribunale.
Erano 18 i dipendenti in origine dell’associazione. Due si sono licenziati tempo fa all’inizio della crisi di liquidità, altri tre hanno lasciato negli ultimi mesi.
La sorte dei 13 rimasti è questione di ore. Si spengono le luci su una realtà che era parte attiva di una comunità aggregata come quella del litorale.
Qualcuno è riuscito a trovare posto in altre associazioni, ma non c’è spazio per tutti. Ci sono dalle due alle tre mensilità arretrate. Quello sarebbe il meno.
Il debito incombe (sui 400mila euro) e diventa il macigno che interrompe la vita della Palp così come la comunità pisana aveva imparato a conoscerla e apprezzarla, soprattutto sul litorale.
«Purtroppo ce ne andiamo – commenta con amarezza uno dei dimissionari – . Intanto, ci sono gli aiuti dell’Inps. L’impegno ora è trovare un altro posto di lavoro. Dispiace doversi licenziare, ma alla Palp si andava oltre l’aspetto occupazionale. Con i volontari si era creato un bellissimo rapporto che era diventato uno stimolo reciproco. C’era proprio il piacere di stare insieme. Non so ora quanti continueranno a frequentare da volontari l’associazione».
L’aumento dei costi (in primis il carburante) , i due anni di Covid che hanno condannato al limbo operativo non solo il volontariato, le entrate sempre più ridotte, hanno accelerato una crisi latente che ora verrà gestita dal Tribunale con un’incognita sui futuri servizi di soccorso e di trasporto sociale.
Al momento sembrano due le strade percorribili: un’amministrazione straordinaria o la liquidazione dell’associazione a decretare la sparizione di un simbolo del volontario. In ballo tanti servizi, dal presidio medico sanitario a quelli sociali, mentre i posti di lavoro sono già evaporati.
La politica locale e regionale, al momento, non è riuscita a raccogliere l’appello lanciato dai tanti volontari, dai lavoratori e dai sostenitori di una realtà che ha fatto la storia della comunità balneare marinese e non solo.
Per la Palp scorrono i titoli di coda.
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