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Rapina e aggressione a due ragazzi, condannato a cinque anni e sei mesi

Libero Red Dolce
Rapina e aggressione a due ragazzi, condannato a cinque anni e sei mesi

L’episodio in piazza Cavalieri a ottobre, uno dei giovani ferito a bottigliate

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PISA. Di fronte ai giudici del collegio (presidente Cipolletta, a latere Mirani e Messina) si è giustificato dicendo che quella notte, ormai mattina, del 29 ottobre scorso i ragazzi che finirono in ospedale dopo uno scontro con lui erano stati in realtà i primi ad attaccarlo. Una questione legata all’acquisto di droga finita male. Evidentemente i giudici hanno riscontrato troppe anomali nel suo racconto, non ritenendolo affidabile. E così per Wagne Mor, senegalese di 32 anni, è arrivata una condanna a cinque anni e sei mesi per rapina aggravata e lesioni personali.

In aula l’imputato non ha negato alcuni episodi successi, compresa la colluttazione con due ragazzi italiani, e poi altri due, ma ha provato a ridimensionare le sue responsabilità nell’accaduto.

Mentre la versione dell’accusa, il pm è Giancarlo Dominijanni, puntava sul suo ruolo attivo come aggressore, Mor dal canto suo ha sostenuto che la prima parte dell’incontro con i ragazzi italiani alle 6 di mattina in piazza Cavalieri fosse stata all’insegna della cooperazione.

Un aiuto per cercare la droga, richiesto dai due giovani, con lui che avrebbe fatto da intermediario assieme a un amico del quale non si è mai riusciti a scoprire l’identità. «Un connazionale, ma non un amico», lo ha definito Mor.

I due ragazzi chiamati a testimoniare avevano invece raccontato di essere stati approcciati dall’imputato, che con fare insistente e via via più minaccioso li aveva invitati ad acquistare della droga. E, secondo il legale delle parti civili, l’avvocato Cosimo Magazzini, il tutto probabilmente perché le vittime erano state adocchiate in virtù di un cellulare IPhone 13 appena acquistato e di valore. Insomma un’aggressione deliberata per appropriarsi dello smartphone.

Mor ha invece spiegato che lui di droga non ne possedeva, ma si era messo a disposizione insieme all’amico per aiutarli, dato che quest’ultimo sapeva a chi rivolgersi. I ragazzi, secondo il suo racconto, avrebbero fatto presente di avere soltanto 40 euro, mentre per acquistare la dose lo spacciatore ne avrebbe come minimo chiesti 50.

Così i due senegalesi si sarebbero offerti di partecipare con 10 euro per «divertirci insieme».

Ancora secondo l’imputato, dopo avere tirato la cocaina, i ragazzi si sarebbero lamentati della scarsa qualità e quantità del prodotto, rifiutandosi di dare i 40 euro a Mor che avrebbe anticipato l’intera quota. Da lì il diverbio e poi la colluttazione.

L’opposto della versione di pm e parti civili, che è poi quella che è stata considerata attendibile dal collegio.

I ragazzi – alcuni a Pisa per motivi di studio, altri per turismo – avevano spiegato di essere andati in piazza Cavalieri per una passeggiata alla scoperta dei luoghi. Dopo il loro rifiuto ad acquistare della droga, Mor gli avrebbe strappato dalle mani il cellulare, provocando la loro reazione.

La maggiore prestanza fisica della coppia dei senegalesi avrebbe poi fatto pendere l’esito dello scontro fisico a loro favore, prima prendendo dei pugni e in conclusione con una bottiglia di vetro spaccata in testa a una delle vittime, poi refertata con 30 giorni di prognosi.

Mentre Mor, difeso dall’avvocato Ottavio Bonaccorsi, si era dato alla fuga, altri due amici della coppia aggredita si sarebbero messi in mezzo. E nella colluttazione, finita con la fuga, Mor si sarebbe appropriato del cellulare di uno di questi. Che gli fu trovato addosso, in effetti, quando arrivarono i poliziotti. Non aveva invece intascato il cellulare, ritrovato per terra. Dopo 8 mesi è arrivata la condanna.l


 

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