Il Tirreno

Pisa

«Treni veloci, serve risolvere l’ingresso a S. Maria Novella»

Francesco Loi
L’ingegner Giovanni Bonadio, già presidente di Logistica Toscana ed ex componente del cda di Toscana Aeroporti
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L’ingegner Giovanni Bonadio, già presidente di Logistica Toscana ed ex componente del cda di Toscana Aeroporti

L’ingegner Bonadio sul progetto della nuova linea ferroviaria

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PISA. «I treni non stop impiegano sino a Rifredi 35 minuti. Il punto è che quasi sempre a Rifredi si attende l’ingresso dell’alta velocità. Non si avranno mai tempi più ristretti, anche con un adeguamento strutturale della linea dopo Empoli verso Firenze, se non si risolve il problema dell’ingresso in Santa Maria Novella», dice l’ingegner Giovanni Bonadio, già presidente di Logistica Toscana ed ex componente del cda di Toscana Aeroporti, a proposito del tema della velocizzazione dei collegamenti ferroviari Pisa-Firenze.

Ingegner Bonadio, l’obiettivo dei 25-30 minuti come tempo di percorrenza Pisa-Firenze è possibile?

«Sarebbe possibile anche sull’attuale linea, che permette una velocità fino a 160 km/h. Il problema è di spazi e di traffico, e intanto può essere affrontato con le moderne tecnologie semaforiche recuperando alcuni minuti rispetto agli attuali tempi di percorrenza. Già l’ammodernamento della tratta Empoli-Firenze rappresenta un passo in avanti. Ma il punto resta l’ingresso a Santa Maria Novella. La realizzazione della stazione Foster con il sottoattraversamento per l’Alta Velocità sono il passaggio decisivo. Per il nodo fiorentino, ma anche per i collegamenti Livorno-Pisa da e per il capoluogo».

Pisa, attraverso l’assessore Dringoli, propone un nuovo tracciato Pisa-Empoli nell’ambito della velocizzazione del collegamento…

«La realizzazione di un nuovo tracciato potrebbe permettere un’ulteriore, ma non significativa, compressione dei tempi. I costi supererebbero però, e forse di molto, il miliardo di euro. Senza parlare delle procedure legate ai piani urbanistici, permessi, espropri. È chiaro che il vantaggio sarebbe di liberare la traccia attuale da destinare a servizio di metropolitana per l’area provinciale pisana, lasciando la nuova struttura solo al tracciato Livorno-Pisa-Firenze».

Lei dunque come procederebbe?

«Opterei, in tempi ragionevoli, per una razionalizzazione della linea esistente che venne a suo tempo concepita e realizzata con lungimiranza, specie dopo la velocizzazione dovuta al tunnel di Montelupo che porta la linea direttamente a Lastra a Signa. E in questo il quadruplicamento del nodo di Empoli può aiutare. Importante come la velocizzazione è anche il comfort delle vetture: ciò è di maggiore importanza per i viaggiatori di provenienza aeroportuale».

Quanto può valere per Pisa e la costa unirsi all’alta velocità della rete nazionale?

«Pisa e l’area pisana sono il centro che garantisce la connettività (di merci, persone e dati) tra il nodo logistico complesso dell’Alto Tirreno e l’area metropolitana della Toscana Centrale, in direzione dei corridoi trans-europei (nord-sud ed est-ovest). Si possono così integrare più asset territoriali con elevato potenziale di crescita. È il caso delle aree industriali e della Darsena Pisana, che ha una funzione tipicamente portuale su via d’acqua (collegata al porto di Livorno dal canale dei Navicelli), ma anche funzioni logistiche e distributive. Si pensi all’insediamento di un grande operatore della e-commerce come Amazon a Montacchiello. Senza dimenticare, anzi, la prospettiva della costruzione della Darsena Europa. Anche Pisa, sotto il profilo economico, ne trarrà benefici».

E l’aeroporto Galilei come si inserisce in questo contesto?

«La sua funzione ha una rilevante importanza all’interno del “nodo logistico” non solo per il trasporto persone, ma anche per le merci. Il Centro Cargo vede sempre più aumentare il proprio traffico».




 

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