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Galilei, un altro sciopero. «Occorre più personale»

Danilo Renzullo
Galilei, un altro sciopero. «Occorre più personale»

Decisa una nuova protesta dei lavoratori dell’aeroporto

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PISA. Le promesse di Toscana Aeroporti non sono bastate a rassicurare le organizzazioni sindacali. «Gli accorgimenti annunciati non sono sufficienti a superare, né a tamponare la fase di forte criticità che gli aeroporti toscani stanno vivendo», accusano i rappresentanti diFilt-Cgil, Uil-Trasporti, Ugl-Trasporto aereo e Usb che, dopo la mobilitazione dello scorso 25 giugno, hanno proclamato per il prossimo 17 luglio un nuovo sciopero di quattro ore (dalle 14 alle 18) di tutti i lavoratori di Toscana Aeroporti e Toscana Aeroporti Handling, il ramo di azienda della spa aeroportuale toscana addetto alla gestione di tutti i servizi di terra negli scali di Firenze e Pisa.

Rivendicano assunzioni, ma non solo. Chiedono correttivi all’organizzazione del lavoro, attrezzature e mezzi idonei per cercare di superare la fase di “stress” che stanno vivendo gli scali toscani.

Un’impennata del traffico che ha fatto tornare improvvisamente i numeri dei voli e dei passeggeri ai livelli pre-pandemia a fronte, però, di un dimagrimento degli organici e della mancata “chiamata” dei lavoratori stagionali. Criticità che si inseriscono in un contesto europeo di forti difficoltà che ha trovato la maggior parte degli aeroporti e delle compagnie aeree spiazzate dalla ripresa. Ieri cancellati cinque voli (tra arrivi e partenze) al Vespucci e due da e per il Galilei.

Con un accordo tra Toscana Aeroporti e sindacati, dal primo luglio è cessata la cassa integrazione applicata nel marzo 2020 a tutti i dipendenti aeroportuali per fronteggiare l’azzeramento del traffico e prevenire eventuali licenziamenti. I sindacati puntano il dito soprattutto contro il «piano aziendale di esternalizzazioni», che ha portato all’affidamento all’esterno del mezzo Ambulift, il veicolo utilizzato per l’imbarco dei passeggeri a ridotta mobilità nei due scali, la gestione della biglietteria aerea del Galilei e il servizio di supervisione del carico voli Ryanair. Tra le motivazioni dello sciopero soprattutto la «mancanza di volontà aziendale di procedere ad un piano di stabilizzazione dei lavoratori part-time verticale o ciclico, l’organizzazione del lavoro e la distribuzione dei carichi del lavoro non idonei, la mancanza di attrezzature e mezzi che incidono sulla sicurezza dei lavoratori e l’intenzione aziendale della dismissione e vendita del settore handling».

Una cinquantina, secondo le organizzazioni sindacali, i lavoratori che mancherebbero nello scalo fiorentino, una quarantina nell’aeroporto di Pisa.

Uno sciopero, quello proclamato da Filt-Cgil, Uil-Trasporti, Ugl-Trasporto aereo e Usb, che segue l’annuncio di Toscana Aeroporti di misure straordinarie per gestire i flussi e i comportamenti dei passeggeri negli scali regionali. Tra queste, il reclutamento di oltre 40 nuovi addetti attivi nei servizi di assistenza a terra (check-in e rampa); la presenza nelle aree imbarchi di personale di sicurezza anche per contrastare le aggressioni di cui sempre più spesso sono vittime i lavoratori aeroportuali e l’inserimento della figura del “facilitatore”: operatori che avranno il compito di fornire ai passeggeri informazioni e supporto.

Ieri è inoltre scattato lo sciopero degli straordinari di tutti i dipendenti di Toscana aeroporti e Toscana Aeroporti Handling che andrà avanti fino al prossimo 26 luglio.

L’astensione dal lavoro degli addetti toscani del settore aereoportuale si inserisce in una più ampia mobilitazione del comparto che, il prossimo 17 luglio, vedrà anche lo stop dei dipendenti delle compagnie aeree low cost Ryanair, Malta Air, EasyJet e Volotea, che si fermeranno per l’intera giornata.

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