Il Tirreno

Pisa

Dopo la tragedia

Morto in moto in Fi-Pi-Li dopo aver centrato un capriolo: chi era la vittima e il ricordo dei familiari

Pietro Barghigiani

	L'incidente in Fi-Pi-Li e, in alto a destra, la vittima
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L'incidente in Fi-Pi-Li e, in alto a destra, la vittima

Era titolare di un albergo a Livorno. La sorella: “Un grande lavoratore, lascia i suoi due bambini”

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CASCINA. Una frazione di secondo. Uno di quegli scarti del destino sufficienti a cambiare il finale di un racconto che diventa tragico. Un capriolo attraversa la strada e viene centrato da un motociclista che nella carambola innescata dall’impatto finisce contro il guard-rail. Lesioni irreversibili, una morte quasi immediata. È la sorte toccata a un albergatore con attività a Livorno e residenza a Latignano, frazione del comune di Cascina.

La vittima

Si chiamava Dino Banchellini, aveva 52 anni, una compagna e due figli. È morto sabato 2 luglio poco prima delle dieci di sera sul territorio di Collesalvetti poco dopo l’imbocco della strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno, in direzione di Firenze. Stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro all’Hotel Europa, l’albergo di famiglia avviato dal padre Fabio e alla cui guida da tempo c’era Dino con il fratello Amerigo. Un percorso che era pratica quotidiana. Un’abitudine giornaliera che non aveva fatto i conti con l’imprevisto sotto forma di animale che invade la carreggiata. Impossibile schivare l’ostacolo che gli si era parato davanti. Un’apparizione maledetta che non ha dato il tempo a Banchellini di rallentare o sterzare, per quello che era possibile, per aggirare quella sagoma in movimento. L’impatto lo ha fatto catapultare dalla moto per poi rovinare con il corpo sulle lamiere del guard-rail. I soccorsi del personale della Svs di Livorno sono stati vani.

L’indagine

La Procura deciderà nella mattina di lunedì 4 luglio se disporre l’autopsia o liberare la salma per consentire alla famiglia di organizzare il funerale che si terrà a Cascina. Al momento alla polizia stradale di Pisa non risulterebbero coinvolti altri mezzi e, quindi, non c’è la necessità di accertare eventuali responsabilità. Diverso il fronte civilistico in tema di custodia e sicurezza del tratto in cui ha fatto irruzione l’animale, ridotto a una carcassa deforme. La presenza di rete di protezioni avrebbe potuto evitare invasioni capaci di mettere a repentaglio la vita di chi percorre la Fi-Pi-Li.

I familiari

La notizia della tragica fine di Banchellini è arrivata in serata in albergo a Livorno. I genitori non sono stati avvertiti subito. Il primo a ricevere la telefonata è stato il fratello che ha avvertito la compagna arrivato sul luogo dell’incidente con il corpo del padre dei suoi figli ancora sul ciglio della strada. Una scena di puro dolore. Sabina, la sorella di Dino, ricorda l’albergatore come «un grande lavoratore che amava i suoi bimbi. Uno di 3 anni e uno di 4 mesi».

I due figli

Nella grande casa di Latignano il pensiero è per i figli di Banchellini. Il più grande era attaccatissimo al papà. Servono tempi e modi per dirgli che non c’è più. «Potevamo pensare a tutto, ma non che Dino potesse morire in un incidente in moto – afferma la cugina Cristina Gabbani – . Era nato sulle moto. Era un motociclista esperto e attento. Non so, magari ci fossero state le reti di protezione ora sarebbe ancora vivo». Banchellini aveva seguito le orme paterne da oltre 30 anni. La sua vita era scandita dal lavoro e dalla famiglia conosciutissima nel Cascinese.

Diventato papà a un’età avanzata si godeva i suoi figli in un modo speciale. Oltre alle moto aveva anche la passione per le barche. Se ne era costruita una da solo e la teneva a Marina di Pisa.

«Era una persona che sapeva fare tutto, il nostro punto di riferimento – prosegue la cugina – . Si guastava qualcosa e chiamavamo Dino. Lui veniva e rassicurava sempre: “Non ti preoccupare, si fa”. Era così dolce e buono».

Moto ricomprata

L’arrivo dei figli e la consapevolezza di correre un rischio calcolato, ma sempre imponderabile, avevano spinto l’albergatore a vendere la moto da strada che aveva da anni. Poi l’indole del centauro aveva prevalso e aveva acquistato un altro mezzo. Quello su cui è morto nella sera del 2 luglio. Lunedì 4 luglio sarà possibile avere riferimenti certi sul giorno dell’ultimo saluto all’albergatore. Cordoglio per la scomparsa viene espresso dalla Confcommercio di Livorno. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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