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cronaca

L’imprenditore "Nocciolo" re indiscusso della goliardia

Bruno Bardi, 99 anni, dal 1945 ha composto e diretto le musiche di scena delle operette studentesche presentate al Teatro Verdi e in tutta Italia


23 giugno 2022 Fabio Vasarelli


PISA. In occasione del ritorno sulle scene del teatro goliardico pisano ("Otello" al Teatro Verdi il 31 maggio scorso), lui era sempre lì, sotto il palco. Stavolta non a dirigere l’orchestra per un problemino di deambulazione (alle soglie dei 99 anni gli si può anche concedere), ma per godersi il suo Crocchio Goliardi Spensierati, di cui è indiscutibilmente il decano.

Stiamo parlando di Bruno Bardi, meglio conosciuto come "Nocciolo", imprenditore di successo nell’ambito dei medicinali veterinari e dell’ippica, ma anche protagonista indiscusso della scena goliardica per oltre mezzo secolo e autore delle musiche di scena delle operette studentesche dal dopoguerra a oggi.

Nato il 29 giugno 1923 in via Serafini (a lato della Sapienza), in un annesso posteriore del Palazzo alla Giornata, Bardi si è laureato in Veterinaria nel 1948, ma un anno prima aveva già costituito a Pisa (in via Santa Maria) un’impresa di distribuzione di farmaci ed accessori per animali, che ancora oggi è in piena attività. La passione per i cavalli lo ha portato ad essere proprietario di puledri da corsa e stalloni di fama mondiale, ospitati presso la sua splendida tenuta de "I Mandorli" vicino a Peccioli, dove ha organizzato con grandi energie e sincero amore per la natura un allevamento di straordinaria bellezza paesaggistica e all’avanguardia nella gestione dei cavalli.

Ma quel per cui Bruno Bardi è ancor più caro ai pisani riguarda la sua infaticabile vitalità artistica: dal 1945 "Nocciolo" ha composto e diretto le musiche di scena delle operette studentesche presentate al Teatro Verdi e in tutta Italia.

Erano i tempi gloriosi della Festissima delle Matricole, con Radio Palle di Ponte, il Numero unico, i lungarni gremiti di folla che acclamavano gli studenti in festa. Pisa, ferita dalla guerra, voleva risorgere e la goliardia seppe darle una mano. All’epoca le due scapestrate (ma efficientissime) organizzazioni (il Crocchio Goliardi Spensierati e la Brigata dei Dottori), erano garanzia di una realtà studentesca che, quando voleva mettersi d’impegno, sapeva veramente fare grandi cose e portare alto il nome di Pisa.

In questo contesto il dottor Bardi seppe meritarsi da giovanissimo il titolo onorifico di "er Puccini della Goliardia", attribuitogli dal compianto Guido Gelli: da "Nerone" a "Francesca da Rimini", da "Otello" a "Pia de’ Tolomei", fino alla recenti operette con la nuova generazione del C.G.S., la sua gagliarda bacchetta ha saputo interpretare quel particolare stato d’animo che si chiama "giovinezza" e che ha reso celebri molte delle sue applauditissime melodie.

Oggi il "Nocciolo", benché ancora signorino all’anagrafe, si avvia verso il centenario, ma il tempo non ha certo scalfito i tratti caratteristici della sua preziosa e stravagante personalità: impeccabile eleganza, innata signorilità e generosità, sorriso brillante e cordiale, battuta sempre a portata di mano che può sempre fulminare l’incredulo interlocutore. Alcuni esempi? Ce ne sono una infinità.

Quando anni fa l’Alap (Associazione Laureati Ateneo Pisano) gli chiese di presentare un curriculum per i sessanta anni dalla laurea, citò come particolare titolo onorifico l’essere arrivato terzo ad un torneo di bocce a Soianella. Ancora: non resistendo alla tentazione di dare una lezione di sano spirito a degli anonimi ed insulsi imbrattatori di muri accanto a casa sua, si è armato di bomboletta per commentare alcune scritte, come: "Rivoluzione!" - "Falla, cogl...!". Per suggellare il passaggio del testimone dalla vecchia alla nuova generazione del teatro goliardico, organizzò nella sua tenuta di Peccioli (una quindicina di anni fa) un pranzo luculliano, ma pretese che per antipasto fossero serviti ai "vecchi" proprio i giovani bulani (il grado inferiore), su delle tavole e farciti di verdure, visto che dovevano ancora meritarsi il titolo di crocchisti.

Infine, appena tre anni fa, trovandosi per primo a dover festeggiare i suoi settanta anni (e sottolineiamo settanta!) dalla laurea, ha sciolto facilmente il quesito della denominazione: a settanta anni si festeggiano le "Nozze di Castagnaccio"! Del resto, lui non soltanto si sente giovane, ma lo è realmente.

Non si tratta di un’altra battuta, ma di pura verità, se come recita l’inno è vero che "i goliardi hanno sempre vent’anni".

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