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cronaca

Boom di voli ma cala l’organico: scioperi e rischio-caos al Galilei

Prevista una mobilitazione degli addetti di Toscana Aeroporti e Ryanair in maniera congiunta


22 giugno 2022 Danilo Renzullo


PISA. Boom di dimissioni ed esternalizzazioni. Il traffico passeggeri continua a crescere, gli organici a diminuire e la "bolla della ripartenza" rischia di implodere. I lavoratori del sistema aeroportuale toscano puntano l’indice contro Toscana Aeroporti e si preparano ad una mobilitazione per rivendicare assunzioni e lo stop ai piani di esternalizzazioni. Sarà un sabato nero, il prossimo, per il traffico aereo toscano. Con due scioperi, uno regionale, l’altro europeo, che rischia di mandare in tilt l’operatività del Galilei e del Vespucci nel primo weekend estivo. I lavoratori di Toscana Aeroporti e Toscana Aeroporti Handling, il ramo d’azienda della spa aeroportuale toscana che gestisce tutte le lavorazioni di terra negli scali di Pisa e Firenze, per quattro ore (dalle 11 alle 15) incroceranno le braccia nell’ambito di uno sciopero indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Usb per contestare i mancati interventi sugli organici in vista dell’exploit (già materializzato da alcune settimane) di passeggeri e di voli nel post pandemia.

Nella stessa giornata, il primo sciopero europeo dei lavoratori Ryanair, Malta Air e CrewLink di 24 ore (si asterranno dal lavoro anche i piloti e gli assistenti di volo basati in Spagna, Portogallo, Francia e Belgio), proclamato in Italia da Filt-Cgil e Uiltrasporti per chiedere «contratti di lavoro dignitosi, condizioni e stipendi adeguati almeno ai minimi salariali», potrebbe causare disagi al Galilei. Una mobilitazione generalizzata che punta soprattutto a superare le difficoltà causate dalla mancanza di assistenza aeroportuale che l’intero settore sta vivendo in Europa. Dal 1° luglio, un accordo tra sindacati, Toscana Aeroporti e Toscana Aeroporti Handling metterà fine al lungo periodo di cassa integrazione a cui sono stati sottoposti negli ultimi due anni tutti i dipendenti degli scali regionali. Una misura inedita, quella scattata nel marzo 2020, per fronteggiare l’azzeramento del traffico aereo ed evitare possibili licenziamenti, ma che secondo le organizzazioni sindacali non basterà a "rimpinguare" gli organici soprattutto dopo l’addio che circa 30 lavoratori, tra pensionamenti e dimissioni (in particolare di personale stagionale), hanno dato all’aeroporto pisano.

«Avevamo ragione - rivendicano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Usb -. Con largo anticipo abbiamo evidenziato le carenze di organico in vista di una stagione estiva che si preannunciava sopra le aspettative. Gli attuali livelli di traffico sono inferiori di appena il 10% rispetto a quelli del 2019, ma in nessun settore sono stati inseriti i lavoratori stagionali, scaricando su chi è in forza un carico di lavoro enorme che non consente di operare con la giusta concentrazione ed in sicurezza. Tutti, dai capi turno fino ad arrivare ai lavoratori part-time ed agli stessi passeggeri, stanno vivendo una situazione di disorganizzazione lavorativa ed abbandono che si tocca con mano tutti i giorni. Non sono stati inoltre fatti seri investimenti sui mezzi e sulle attrezzature e non esiste un sistema di controllo degli accessi e dei flussi passeggeri all’interno della struttura aeroportuale, del tutto inadeguata ai livelli di traffico tipici degli ultimi anni. In attesa dei famigerati investimenti sul terminal, tutto si scarica sui lavoratori, che sono anche sottoposti all’odioso fenomeno delle aggressioni (verbali e fisiche) che si verificano sempre più frequentemente in aeroporto. Tutto questo è inaccettabile» concludono i sindacati».

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